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5 motivi per cui è pericoloso trattenere la pipì

Molto spesso, fuori casa, ci troviamo in alcune situazioni per cui tratteniamo a lungo l'urina, perché non c'è un bagno a portata di mano o perché, semplicemente, diciamo a noi stessi che non vale la pena fare la pipì in un bagno pubblico e rischiare chissà quali infezioni: meglio aspettare e andare a casa propria. Ma questa abitudine, apparentemente banale, in realtà può avere effetti collaterali che si manifestano dopo tempo.
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LA VESCICA SI ALLARGA

La vescica ha, mediamente, una capacità di 150/220 ml. Basti pensare che un solo bicchiere d'acqua apporta circa 200 ml di liquidi; questi si vanno a sommare all'acqua proveniente dall'alimentazione: va da sé che la vescica deve essere svuotata regolarmente nell'arco della giornata. Il liquido che resta dentro a lungo preme contro le pareti e allarga la vescica. Questa trasformazione, nel tempo, può causare danni alla salute.

RISCHIO INFEZIONI

Oltre al sollievo dovuto allo svuotamento della vescica, fare la pipì è importante perché attraverso l'urina si eliminano sostanze acide e ammoniaca. Nel momento in cui vengono trattenute possono ledere le pareti del tratto urinario rendendolo debole e più esposto ad infiammazioni e infezioni come la cistite, assai frequente nella popolazione femminile.

BRIVIDI E STANCHEZZA

Sembra strano, eppure la mancata minzione provoca disturbi simili ai sintomi influenzali, come i brividi e un dolore pelvico accompagnato da gonfiore addominale. Stanchezza e stordimento possono accompagnare questo status. Riconoscere i segnali che il nostro corpo ci invia è fondamentale: mai rimandare nelle risposte.
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CALCOLI RENALI

Nel momento in cui si trattiene l'urina, alcune sostanze, non essendo eliminate, rischiano di cristallizzarsi nei reni i quali cominciano a produrre pietruzze con il calcio, il fosfato, l’ammonio e il magnesio che, accumulate, formano i calcoli renali.

REFLUSSO VESCICO-URETRALE

È un disturbo che può provenire o da un'infezione oppure dalla pressione di un altro organo, esercitata nel momento in cui si trattiene la pipì, che fa retrocedere l'urina in modo anormale dalla vescica verso i reni. Ne conseguono infezioni oppure cicatrici nel tratto urinario fino ai danni epatici se la malattia non viene curato per tempo.

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