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Alcune regole per evitare la 'morte in culla'

Combattere la 'Sids' (sindrome della morte improvvisa del lattante anche detta 'morte in culla') si può. In Italia ogni anno muoiono nel sonno circa 300 bambini entro il primo anno di vita. Per informare le mamme e i papà su cosa si può fare per evitare la 'morte in culla' si è attivata 'Mam Association'. Nelle neonatologie e negli ambulatori pediatrici d'Italia presto verranno distribuiti opuscoli informativi, saranno organizzati poi incontri e sarà realizzato un sito Internet ad hoc.

Sono cinque le 'regole d'oro' per proteggere il proprio piccolo: coricare il bimbo sulla schiena, su un materasso rigido e senza cuscino tradizionale, evitando lenzuola gommose o plastificate; tenere fresco il bebè (la temperatura ideale è 18-20 gradi centigrardi); astenersi dal fumo in gravidanza e in presenza del bimbo; non far dormire il neonato nel lettone, dove il rischio di surriscaldamento è maggiore e dove il bebè corre più pericoli se i genitori hanno aspirato nicotina o bevuto alcolici; nel primo anno di vita offrire sempre il ciuccio al bimbo che viene messo a nanna.

Un gruppo di esperti italiani e stranieri e il presidente dell'Associazione Semi per la Sids Onlus, Ada Macchiarini che nel 1993 ha perso un figlio per colpa della Sids, hanno presentato il 14 febbraio a Milano l'iniziativa di cui è madrina la neomamma Alena Seredova. "La morte di un bimbo 15 anni fa era ancora un tabù - ha detto Macchiarini - e la disinformazione su questa sindrome sembrava la norma persino tra i pediatri".

"Oggi - ha aggiunto Raffaele Piumelli, responsabile del Centro regionale di riferimento per lo studio e la prevenzione della Sids con sede all'ospedale Meyer di Firenze - sappiamo che all'origine di questa sindrome ci sono particolari caratteristiche biologiche e genetiche, insieme a fattori di rischio epidemiologici". Francesco Cozzi, della Scuola di specializzazione in Chirurgia pediatrica dell'universitá La Sapienza di Roma, ha poi sottolineato: "Siamo stati i primi, giá 30 anni fa, a proporre l'azione protettiva del succhietto".

Grazie a una corretta informazione è possibile ridurre notevolmente il numero di morti in culla. Studi internazionali, inoltre, hanno confermato l'utilità del ciuccio che deve essere adatto all'etá del bimbo, con mascherina rigida e tettarella morbida non preformata, e deve avere il marchio di sicurezza europea EN 1400.

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