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Alzheimer, scoperta causa del morbo: cura possibile col nuovo farmaco sperimentato negli Usa

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Si aprono incoraggianti prospettive scientifiche per la cura del morbo di Alzheimer, patologia degenerativa molto diffusa in tutto il mondo e finora non adeguatamente contrastata dalla medicina ufficiale.

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Una ricerca condotta negli Usa da uno staff di studiosi della Stanford University sembra aver trovato una precisa origine per la malattia che colpisce ogni anno migliaia di soggetti in età avanzata manifestandosi con la progressiva e inarrestabile perdita della memoria, a causa del cattivo funzionamento delle molecole cerebrali.

La risposta del sistema immunitario agli attacchi dell'Alzheimer potrebbe essere favorita da un farmaco (difluorometilornitina) già testato in laboratorio sulle cavie e dimostratosi efficace nella terapia di contrasto delle placche nel cervello, alla base della degenerazione del morbo.

Se gli esperimenti effettuati nei centri di ricerca americani dovessero andare a buon fine così come l'eventuale brevetto del medicinale adatta alla cura della malattia, ai pazienti si potrà in un futuro somministrare l'antidoto alla molecola che, riducendo l'arginina, compromette l'equilibrio del sistema nervoso agendo sul nutriente cerebrale.

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Secondo quanto affermato da Charities, autorevole fonte in materia scientifica, sia sul fronte della prevenzione che della cura della patologia in stato di avanzamento, il nuovo farmaco sperimentato dal gruppo di ricercatori della Stanford University darebbe risposte adeguate in tempi ragionevoli, creando forse finalmente le condizioni per debellare l'Alzheimer.

La scoperta della soppressione del sistema immunitario come causa principale del morbo tramite molecole sotto forma di placche e grovigli accumulate nel cervello ha scosso la comunità scientifica internazionale, impegnata non da oggi nello studio di rimedi validi rispetto a una malattia capace di provocare centinaia di migliaia di morti all'anno in ogni angolo del mondo.

In prima fila nella ricerca delle terapie contro la demenza degenerativa, la Duke University School of Medicine, coordinata dal professor Matthew Kan e protagonista delle più recenti sperimentazioni culminate nella sorprendente acquisizione degli studiosi statunitensi sulle origini del morbo, contrastabile (ad avviso degli scienziati) con un anticipo di 10 anni rispetto all'insorgenza dei sintomi.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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