Excite

Amputazione del "piede diabetico": le cause

Circa il 50% delle amputazioni chirurgiche del piede riguardano i pazienti che soffrono di diabete. Le sue complicazioni, infatti, conducono circa 84 malati su 100 a sottoporsi all'amputazione del cosiddetto piede diabetico, una pratica quanto mai da scongiurare ma necessaria in alcuni particolari casi di complicazioni di natura ischemica o neuropatica.

Le cause dell'amputazione del "piede diabetico"

Nonostante i progressi in campo medico e scientifico abbiano di gran lunga aumentato le speranze dei malati di diabete di poter vivere quanto una persona non affetta dalla patologia, persistono alcuni particolari casi nei quali è impossibile sottrarsi all'amputazione del piede diabetico. Non si è ancora in grado, infatti, di utilizzare gli esami strumentali in modo tempestivo così da evitare questa frustrante esperienza per il paziente. Il deficit a carico dell'arto, infatti, si presenta nella maggior parte dei casi in maniera subdola e con natura estremamente varia.

Complicazioni neuropatiche

Il piede è un organo altamente complesso cui sono affidate molteplici funzioni come quella sensitiva (capire se la superficie a contatto col piede è calda o fredda, liscia o ruvida), quella motoria (sincronizzare tramite i comandi del cervello i movimenti dei muscoli del piede per camminare) e quella vegetativa. In alcuni casi il diabete può alterare una di queste funzioni o tutte e tre contemporaneamente impedendo, di fatto, non solo una corretta deambulazione ma anche la percezione sensitiva. Le fibre nervose che mandano gli impulsi al piede perdono quindi la loro efficacia diminuendo o azzerando completamente la soglia del dolore ma spesso tutto ciò avviene senza alcun segnale premonitore in grado di arginare tempestivamente il danno sensoriale e/o motorio.

Complicazioni ischemiche

La presenza di grassi ed altre sostanze che ostruiscono vene ed arterie impedendo il corretto afflusso di sangue da e verso gli arti in un diabetico non differisce per gravità e sintomatologia da quella di un soggetto non affetto dalla patologia diabetica. Quello che differisce è invece il tempo di progressione della complicanza circolatoria, nettamente più rapida nei soggetti diabetici, e la tipologia di occlusione delle arterie, completa per i diabetici e per lo più di tipo stenotico (restringimento non occlusivo) nei soggetti non diabetici. Se al deficit circolatorio si aggiunge quello neuropatico, il paziente si accorgerà difficilmente di avere un'arteriopatia alle gambe ed il ritardo di intervento può portare in questi casi all'infezione dell'ulcera del piede o addirittura alla sua gangrena.

L'infezione del piede diabetico

Una volta appreso che il paziente diabetico presenta un'infezione dell'ulcera del piede, il primo e necessario controllo sarà quello deputato a capire se l'infezione è un pericolo per l'arto o per la stessa vita del paziente. In base a questa distinzione il piede diabetico può quindi essere cronico o acuto e verrà trattato in maniera differente. I momenti fondamentali nell'attacco dell'infezione, però, restano tre e cioè la cura della lesione ulcerativa, il trattamento (con farmaci non topici) dell'infezione e lo scarico della lesione.

Come evitare un'ulcera al piede diabetico

Nonostante i trattamenti medici differiscano a seconda della situazione che ci si trova a dover fronteggiare, esistono degli accorgimenti che il paziente dovrà sempre tenere nella massima considerazione al fine di ridurre il più possibile il rischio di un'amputazione del piede diabetico. Innanzitutto è necessario lavare ogni giorno i piedi, asciugarli delicatamente ma senza mai lasciare zone umide, applicare creme idratanti nel caso di pelle secca ed utilizzare calze che non stringano da cambiare tutti i giorni. Da evitare, inoltre, il camminare a piedi scalzi o l'uso di strumenti con lama per eliminare le callosità.

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017