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Anche gli animali vanno in cerca della felicità

  • LaPresse

Così come provano il dolore, gli animali provano anche piacere. Per tale ragione anche loro, proprio come gli esseri umani, vanno in cerca della felicità. A sostenerlo il comportamentista animale Jonathan Balcombe.

Nel libro 'L'arca esultante. Un tour per immagini del piacere animale', Balcombe ha raccolto una ricca serie di immagini, scattate in giro per il mondo, di animali immortalati negli atteggiamenti più vari. Minimo comun denominatore di tutte le immagini la ricerca del piacere.

Si scopre così che i lemuri del Madagascar amano stare a pancia all'aria a godersi il sole; i topi, invece, sono appagati da cibi gustosi, come biscotti al burro, paté o Coca-Cola, e per trovarli sono disposti a tutto. Ma non solo cibo, sole ed aria aperta, la felicità gli animali la trovano anche nel sesso non per forza legato alla riproduzione.

Al desiderio di felicità proprio degli animali il dott. Balcombe ha dato un nome scientifico: etologia edonica. Ma c'è una ragione scientifica per la quale gli animali vanno in cerca del piacere? Secondo il comportamentista animale sì. E ce ne sarebbe anche più di una. Innazitutto il piacere è il modo più naturale attraverso il quale gli animali possono migliorare la capacità produttiva e sopravvivere; poi i piaceri che possono sperimentare gli animali sono unici, sono forme di piacere inacessibili agli esseri umani; ed infine gli animali vanno in cerca del piacere perché sono in grado di sentirlo.

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