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Autismo: il Dsm 5 cambia le carte in tavola. Si accendono le polemiche

Nel 2013 il DSM 4 (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) utilizzato per diagnosticare casi di autismo è stato sostituito dal DSM 5, un nuovo manuale diagnostico che pare rendere più difficile individuare tale patologia. Buona parte delle persone che infatti apparterrebbero allo spettro autistico secondo la valutazione del DSM 4 non otterrebbero la stessa diagnosi con il nuovo DSM 5. Ma di cosa stiamo parlando e qual è la differenza? Andiamo per ordine...

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DIAGNOSI DI AUTISMO CON DSM 4

Solitamente i casi di autismo vengono suddivisi per convenzione in autismo a basso funzionamento (LFA, verbale e non verbale),ad alto funzionamento (HFA), sindrome di Asperger (si acquisisce il linguaggio e non c'è assenza di ritardo cognitivo) e PDD – NOS (disturbo dello sviluppo molto frequente). Le persone che appartengono allo spettro autistico venivano, fino a poco tempo fa, riconosciute appunto come autistiche per una triade comportamentale formata da scarsissima interazione sociale (non si condividono emozioni, attenzione, scarso utilizzo di linguaggio e assenza di relazioni con i coetanei), scarse capacità di comunicazione e interessi ristretti.

COME SI CAMBIA

La triade comportamentale di cui si parlava sopra viene ridotta a due campi e il criterio del linguaggio viene eliminato. Le due scale faranno riferimento alla comunicazione e reciprocità sociale (mantenimento di legami sociale e deficit della comunicazione) e alla ristrettezza di interessi spesso ripetitivi (eccessiva aderenza a routine, uso stereotipato di movimenti e linguaggio, fissazione a interessi particolari vissuti con particolare intensità e iper/ipo attività). La severità della patologia poi viene classificata in base a 3 livelli (da livello 1 in cui il paziente richiede supporto lieve al livello 3 in cui il supporto deve essere continuativo e sostanziale a causa dei gravi deficit). Con il DSM 5 viene proposto di non considerare più la sindrome di Asperger come una patologia a parte ma di includerla all'interno dello spettro autistico e vengono modificati i criteri diagnostici del disturbo di attenzione e iperattività che devono presentarsi dai dodici anni e non più dai sette come in precedenza.

POLEMICHE

La comunità sociale non ha accolto con tranquillità le modifiche del nuovo manuale diagnostico. Pare infatti che buona parte dei casi del frequentissimo autismo PDD – NOS (fino al 70%) perderanno la diagnosi a causa dei nuovi criteri. Il "richiede supporto" delle tre scale di severità, inoltre, viene definito troppo generico e c'è chi invoca un passaggio al manuale alternativo ICD che dovrebbe mantenere le distinzioni precedenti. In ogni caso il DSM 5, approvato a Maggio, in molti centri non è ancora stato adodatto considerando che tutt'oggi molte diagnosi si effettuano ancora con il DSM 3.

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