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Boom di candidati per le università a numero chiuso

Molti dei giovani diplomati di quest’anno hanno avuto solo il tempo di una breve vacanza e sono corsi a rimettere la testa sui libri per prepararsi ai test di ingresso delle facoltà a numero chiuso. Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Odontoiatria e Protesi Dentaria, tutti i corsi di primo livello (triennali) dell’area sanitaria, Architettura e Scienze della Formazione Primaria prevedono una selezione unica a livello nazionale.

Si parte con il test di Medicina il 3 settembre, Odontoiatria il 4, Veterinaria il 7, Architettura l'8. Seguono le professioni sanitarie il 9, Scienze della formazione primaria il 10. Sono moltissimi i candidati che sperano di entrare nelle facoltà che promettono uno sbocco professionale più sicuro. In tutto il paese si registrano un boom di iscrizioni: più del 13% i candidati al Politecnico di Milano, più 20% a Palermo, più 17% quelli di Medicina a Firenze, più 18% alla Sapienza di Roma.

I ragazzi investono nella cultura soprattutto in questo periodo di crisi e tentano nonostante i posti siano limitati, infatti il ministro Gelmini conferma che quest'anno ci potranno essere solo 8.518 studenti di medicina, anche se ci sono 2.500 aspiranti solo a Catania, 1.618 a Firenze, 1.563 a Messina, 2.032 a Palermo, 3.300 a Torino, 1.962 alla Statale e 790 alla Bicocca di Milano.

I futuri dottori dovranno affrontare quesiti di cultura generale, biologia, chimica, fisica e matematica per chi ha scelto l’area medica e sanitaria, mentre i futuri architetti dovranno rispondere a quiz su cultura generale, storia, disegno e rappresentazione, matematica e fisica. Cultura linguistica, pedagogico-didattica, letteraria, storico-sociale, geografica e matematico-scientifico per Scienze della Formazione Primaria. Verranno assegnati un punto per ogni risposta esatta, zero punti per ogni risposta non data e meno 0,25 punti per ogni risposta sbagliata. Per accedere alla prova occorre versare una tassa di iscrizione che varia a seconda degli atenei.

Andrea Cammelli, direttore di Almalaurea, avverte: “C'è troppa enfasi sul test d'ingresso, come se fosse l'unico muro da scavalcare. No: quello vero sta dopo la laurea. Non serve selezionare le intelligenze se il sistema produttivo non le sa utilizzare. Unioncamere prevede che quest'anno il paese assorbirà solo 16.210 ingegneri, diecimila meno del 2008. Ma noi ne sforneremo 36 mila. Vuol dire che spendiamo per formare cervelli da regalare all'estero".

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