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Cancro al pancreas, cura nuova ed efficace già testata sui topi. Parte la sperimentazione sui pazienti

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di Simone Rausi

Il cancro al pancreas, una neoplasia che colpisce circa 6mila persone l’anno in Italia, è uno dei più temibili a causa del suo altissimo tasso di mortalità (oltre il 90% non sopravvive oltre un anno dalla diagnosi). I numeri sono drammatici e vanno spiegati nella difficoltà di avere successo con la chemioterapia. I tessuti del pancreas infatti non permettono un’adeguata penetrazione dei farmaci che restano impigliati in una barriera di cellule dette stellate. Le cellule stellate però, sono molto sensibili alla vitamina D e quando questa si lega a loro, le cellule stellate lasciano il tumore scoperto e quindi più facilmente attaccabile dai farmaci chemioterapici. La vitamina D quindi come potenziatore della cura. Da qui sono partiti i ricercatori del Salk Institute in California.

I sintomi del tumore al pancreas

I primi esperimenti sono stati effettuati sui topi. La vitamina D è stata modificata e successivamente iniettata negli animali. Il tessuto del pancreas ha un alto recettore di vitamina D e la sostanza ha permesso al 50% dei topi di vivere molto a più lungo degli altri animali malati non trattati con vitamina D. Dei risultati accolti con grande entusiasmo dalla comunità scientifica, tanto che si è messa in programmazione una sperimentazione anche per gli umani.

I risultati dello studio del Dottor Evans e dei suoi ricercatori sono stati pubblicati sulla rivista Cell. La vitamina D quindi renderebbe molto più efficace la chemioterapia che in questo tipo di tumore è altamente limitata. Un passo avanti fondamentale se consideriamo che il cancro al pancreas è uno di quei pochi tumori per cui è difficile fare una diagnosi precoce e che spesso viene diagnosticato solo quando si trova in stato avanzato.

La vitamina D “modificata” e, quindi, un suo derivato sarebbero davvero efficaci. Tanto che anche la University of Pennsylvania ha fatto partire una sperimentazione clinica su questo derivato. Lo staff del Dottor Evans ha inoltre precisato che la sostanza potrebbe essere utile anche in caso di cancro ai polmoni. Adesso si attendono i risultati della sperimentazione sui pazienti umani che dovrebbe partire a breve.

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