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Carne e tumori, allarme Oms: Coldiretti assicura 'qualità del made in Italy', rivolta dei produttori

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Produttori di carne in rivolta dopo l’allarme tumori lanciato dall’Oms sull’alimentazione a base di insaccati, wurstel, bacon e altri prodotti di origine animale “lavorati” sotto accusa per gli effetti negativi sulla salute dei più incalliti consumatori.

Wurstel, bacon e insaccati nel mirino dell'Oms: "Gravi danni alla salute"

I rischi denunciati ieri dagli studiosi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ad avviso di Coldiretti e Assica-Assocarni, riguarderebbero in minima parte il mercato tricolore, ritenuto dagli operatori del settore come uno dei più avanzati al mondo in termini di qualità.

“La carne made in Italy è sana, magra e mai trattata con ormoni sostiene l’associazione dei coltivatori che punta l’indice contro un allarmismo eccessivo difendendo il lavoro degli allevatori fondato sul “rispetto della disciplina Doc e sulla massima garanzia del “benessere degli animali, non senza considerazioni generali sulla “longevità da primato” dei consumatori arrivata a oltre 84 anni per le donne e quasi 80 per gli uomini.

(Organizzazione Mondiale della Sanità avverte consumatori di carne sul rischio cancro)

Una risposta indiretta, quella dei portavoce del comparto finito nell’occhio del ciclone per l’inchiesta dell'International Agency for Research on Cancer, alle parole di Umberto Veronesi in merito ai danni del regime alimentare “onnivoro” sull’organismo umano, maggiormente esposto a rischi di cancro secondo il luminare dell’oncologia in caso di consumo abituale di carni, in particolar modo “rosse” e “lavorate”.

Dal punto di vista dei produttori, la “qualità” del made in Italy basta di per sé ad allontanare qualsiasi ombra sul nesso tra tumori ed alimentazione ricca di proteine animali e specialmente di insaccati, anche grazie alla dieta mediterranea seguita dalla maggioranza dei consumatori, mentre i problemi denunciati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità riguarderebbero altri Paesi, Australia e Stati Uniti in primis, dove i carnivori osservano regole diverse ed assai meno severe.

Resta il dato, difficilmente contestabile almeno dal punto di vista scientifico, dell’Oms che ha classificato la carne rossa come parte integrante della “black list” delle sostanze “cancerogene” al pari di benzene, arsenico, alcol e amianto: tutte queste potenziali fonti di tumori alla prostata, al colon-retto ed al pancreas.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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