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Chat dove parlare dei propri problemi: quali sono e come funzionano

Parlare dei propri problemi non è facile. Spesso si tende a nascondere o ad omettere dettagli importanti perché si ha vergogna, ci si sente deboli o indifesi e si prova imbarazzo nel rivelare parti di sé o della propria vita che potrebbero essere inaspettate o poco visibili. Per questo, sempre più spesso, si evita il confronto diretto con degli esperti o anche con dei semplici amici e familiari e ci si sfoga nelle chat dove tutto è più discreto e ci si può nascondere dietro un pc. I benefici ci sono, è vero, ma sono molti anche gli effetti collaterali…

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Quali chat?

Esistono forum e chat praticamente per tutto. Portali come “Al femminile” permettono di sfogarsi con la community praticamente su ogni argomento: dai problemi di cuore a quelli in cucina, passando per questioni di natura intima a quelle che riguardano i figli. I più giovani si sfogano su Yahoo Answers dove il più delle volte non vengono presi sul serio e derisi ma ci sono anche Skuola.net e diversi siti di psicologi online che promettono risposte rapide e un consulto immediate. Se si hanno problemi di natura fisica ci sono gli specialisti online di Medicitalia. Ma ci si può davvero sentirsi meglio così? L’immediatezza interpersonale di questi strumenti funziona?

Le chat: pregi e difetti

Sfogarsi, quando si cova dentro un problema o si ha alle spalle una brutta esperienza, è fondamentale. Va sempre fatto perché questo aiuta a superare il problema e a diminuire il senso di frustrazione. In chat si trovano presenze consolatorie, si viene capiti e ci si sfoga con persone tendenzialmente sconosciute (e questo aiuta). Si trova un rifugio che protegge dalle difficoltà potenzialmente riscontrabili nelle relazioni reali. A che prezzo però? Il rischio è quello di operare una conversione virtuale e non distinguere più la differenza tra vita reale e virtuale o addirittura preferire quest’ultima. Se il disturbo è di tipo sociale le chat non aiutano e anzi, contribuiscono a rendere insoddisfacenti i rapporti reali. In chat il tempo viene distorto così come le relazioni con l’interlocutore di cui si conosce meno di ciò che si crede. In attesa della risposta cresce la tensione e ci si chiede cosa stia facendo l’interlocutore, se sia annoiato o meno. In certi casi lo sfogarsi in chat può portare a dei problemi più gravi…

Le nuove malattie da chat

In rete si moltiplicano gli utenti che parlano dei propri problemi, anche fisici o di salute. Pullulano i siti in cui è possibile parlare con degli specialisti, confrontare i sintomi e farsi delle autodiagnosi ma il più delle volte si va in rete per trovare conforto e tranquillizzarsi e ci si trova più ansiosi e preoccupati. I medici on line non possono fare delle vere diagnosi e rimandano ad esami vari, anche il sintomo più banale spesso viene inserito all’interno di quelli riscontrabili in gravi patologie e si innesca una spirale di dipendenza da questo sistema che negli anni ha causato un incremento acuto di ipocondriaci, persone che non riescono più a vivere serenamente, che controllano ogni sintomo in rete e che temono di essere sempre gravemente malate. L’ipocondria va curata con un supporto psicologico e può diventare altamente invalidante. Anche i disturbi psicologici, il sentirsi insicuri, poco belli, inadatti, possono sfociare in qualcosa di peggio. Spesso gli altri interlocutori non prendono la situazione con la stessa serietà di chi la espone e il meccanismo di derisione è sempre dietro l’angolo con il risultato finale di vedersi inasprire le condizioni iniziali sentendosi ancora peggio. Le chat vanno quindi prese per quello che sono e usate a piccole dosi e con leggerezza, senza attribuire troppo peso a ciò che si legge.

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