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Una classificazione delle disabilità motorie oltre i pregiudizi

Più di un milione di persone in Italia oggi sono interessate da qualche forma di disabilità motoria. Una volta superati gli stereotipi e le discriminazioni, possiamo proprorre una classificazione delle disabilità motorie che vada oltre i pregiudizi e soprattutto possiamo capire quale possa essere il loro inquadramento funzionale all'interno della società.

Il passaggio dall'OMS all'ICF

Fino al 2001 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) utilizzava una classificazione delle disabilità motorie che non andava in un certo senso oltre i pregiudizi. Infatti si basava sul cosiddetto sistema ICIDH (acronimo di International Classification of Impairments Disabilities and Handicaps).

Secondo tale sistema di classificazione ci si basava su 3 parametri:

1. Menomazione

2. Disabilità

3. Handicap

Il punto centrale è che questi paramentri venivano considerati da un punto di vista "privativo", cioè si puntava l'attenzione su ciò che al disabile motorio mancava. Infatti la caratteristica saliente della menomazione era la mancanza e/o la perdita di una parte del corpo; la caratteristica saliente della disabilità era la carenza in una specifica attività; la caratteristica saliente dell'handicap era l'esternazione di queste mancanze nel rapporto con la società.

Partendo da queste classificazioni l'OMS ha pubblicato, dopo anni di ricerche condivise da 65 Paesi, l'ICF, che sta per International Classification of Functioning.

Secondo questa nuova classificazione l'accento viene posto su altri parametri e fattori che sono:

1. Funzionamento

2. Salute

3. Disabilità.

La motivazione alla base del cambiamento è venuta dalle molte critiche che la suddivisione precedente aveva determinato. Le critiche riguardavano l'emarginazione che immancabilmente si associava alla disabilità. Vediamo in cosa consiste questa nuova classificazione e in cosa ha migliorato le definizioni precedenti.

Classificazione delle disabilità in un'ottica funzionale

Il concetto alla base della nuova classificazione è superare il classico punto di vista che vede il disabile come mancante, carente, inferiore, per soffermarsi invece sulla funzione sociale e personale che viene ad essere interessata. In questo modo non solo si parla di salute in generale (vale a dire che la disabilità è uno dei tanti possibili stati di salute), ma si considera anche il tipo di approccio più utile per un reinserimento sociale e personale del disabile.

Classificazione delle disabilità motorie secondo l'ICF

La disabilità motoria interessa naturalmente il movimento.

Volendo individuare gli aspetti dell'attività motoria colpita, possiamo elencarli come segue:

1. livello della postura, cioè della posizione del corpo nello spazio

2. livello della coordinazione, cioè di quanto i movimenti si accordino tra loro per effettuare un'azione

3. livello del tono muscolare, cioè di quanto il muscolo si sostenga nello spazio o sia invece rilassato

4. livello della finalità, cioè di quanto il corpo riesca ad organizzarsi per compiere una determinata azione specifica piuttosto che un'altra (nell'aprassia ideomotoria ad esempio il soggetto tenta di lavarsi i denti con un pettine).

A questi livelli possiamo avere ulteriori quadri:

- paralisi cerebrali infantili: (dovute spesso a traumi o emorragie cerebrali perinatali, cioè in occasione del parto). Il livello varia da una leggera difficoltà di movimento alla paralisi

- encefalopatie: dovute a cause genetiche ed ereditarie per la maggiur parte. Si manifestano con tremore, scatti, oscillazioni del corpo

- menomazioni motorie: che limitano o impediscono il movimento e possono avere cause congenite o acquisite

- disabilità motorie: che consistono invece nella difficoltà di spostamento, evidenziando ovviamente l'aspetto della deambulazione

- disgrafie: disturbi della scrittura. Ci si riferisce in questo caso a disturbi della coordinazione della mano nello spazio in assenza di deficit neurologici. Nei bambini che vanno a scuola il disturbo si caratterizza per un grande sforzo nel tentativo di scrivere ma senza successo

- disprassie: disordini della coordinazione del corpo nello spazio. In questi casi si nota la difficoltà nel compiere azioni quotidiane come il vestirsi o l'utilizzare oggetti comuni

L'aspetto centrale del sostegno psicologico

Una classificazione delle disabilità motorie che vada oltre i pregiudizi non può prescindere dall'aspetto psicologico del soggetto.

Infatti, accanto alla riabilitazione se presente, è fondamentale un sostegno psicologico che permetta di non aggiungere alla disabilità anche l'emarginazione sociale. Spesso i disabili tendono ad isolarsi dalla società per paura, verggna, senso di colpa. L'aspetto centrale del sostegno psicologico sarà l'autostima e l'insegnamento di strategie nel superamento delle difficoltà quotidiane.

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