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Come guarire con l'analisi transazionale: combattare l'ansia con "gli stati dell'Io"

Ansia, stati di panico, problemi legati alla percezione di sé e alla risoluzione dei problemi. L’analisi transazionale, teoria psicologica ideata da Eric Berme negli anni ’50, si pone come obiettivo quello di risolvere in buona parte queste condizioni. Lo scopo finale è quello di rendere l’individuo più stabile e più vicino alle sue emozioni, sfruttando queste ultime come strumento per la risoluzione dei problemi e la soddisfazione dei bisogni.

Come funziona l’analisi transazionale?

Il principio su cui si fonda per intero l’analisi transazionale è, per l’appunto, la transazione. Con questo termine si intendono tutte quelle reazioni che un individuo X può provocare in un individuo Y in seguito a una frase o un gesto. Al centro, insomma, c’è uno scambio di comunicazione, verbale o meno. Per fare ciò si indagano le caratteristiche proprie della personalità di ogni singolo soggetto che vengono identificate per mezzo del modello degli Stati dell’Io.

Quali sono i diversi stati dell’Io?

L’Io di una persona è un insieme di pensieri, emozioni e comportamenti strutturati come un sistema. L’Io di un individuo si costruisce tra passato e presente, per questo si individuano lo stato dell’Io bambino, in riferimento a modelli di comportamento individuale risalenti all’infanzia (fino ai 5 anni) e l’Io genitore, in riferimento a modelli di comportamento di genitori o altre figure. A questi si aggiunge un terzo stato, l’ Io Adulto, con riferimento ad atteggiamenti e modelli di comportamento che risultano coerenti e adatti alla realtà presente. Postura, sguardo, gestualità, vocabolario usato e altri fattori possono permettere di riconoscere lo stato dell’Io dominante di un individuo.

Cosa può fare l’analisi transazionale per una persona?

Grazie a questi presupposti l’analisi transazionale permette di identificare e correggere quelle sensazioni di inadeguatezza, quelle paure di fallire o di perdere qualcuno/qualcosa tipiche dell’Io Genitore ma anche tutte quelle convinzioni appannate o fantasie distorte legati a ricordi ed esperienze “raccontate” dall’Io bambino. L’obiettivo finale è comunque quello di arrivare alla consapevolezza dell’Io Adulto. Ci si focalizza sul “qui” e sull’”adesso” così, quando emerge uno stato d’ansia, si evita di interpretare la realtà come drammatica o catastrofica e ci si chiede, con consapevolezza, quali possono essere le cose peggiori che si manifestano durante un momento d’ansia e quali invece le eventuali conseguenze senza far emergere fantasie che rischiano di amplificare tutto.

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