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Dieta chetogenica: esempio di menù e controindicazioni

La dieta chetogenica è un regime alimentare povero di carboidrati e costituito principalmente da proteine. Si tratta di una dieta utilizzata da molti sportivi, specie body builder, perché favorisce lo sviluppo della massa muscolare magra e aiuta a perdere peso, fino a 2 kg ogni settimana. Come tutti i regimi alimentari poco vari però, anche la dieta chetogenica ha le sue controindicazioni. Vediamo quali sono, scopriamo i vantaggi di questo regime alimentare e il menù tipo di una giornata.
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Controindicazioni ed eventuali problemi

Riducendo drasticamente i carboidrati si riduce anche il glucosio, un elemento importante per il nostro organismo (ne abbiamo bisogno di almeno 180 grammi al giorno). Il glucosio è fondamentale per il sistema nervoso e se l’organismo non ne riceve l’adeguato apporto trova altre maniere di procurarselo: scomponendo, ad esempio, altre sostanze come i lipidi. Si tratta di un processo lento e complesso che può avere come possibile conseguenza il dimagrimento. Contemporaneamente però, si sviluppano corpi chetonici, sostanze come l’acetone. Il rischio è quello di intossicare l’organismo in quanto questo è abituato a smaltire una quantità molto minore di corpi chetonici. Si potrebbero affaticare reni e fegato, soffrire di alitosi, avere maggiore stanchezza specie se si pratica attività fisica aumentando così il fabbisogno di glucosio. Se è vero che la dieta appare particolarmente adatta per body builder e obesi è altrettanto vero che bisogna sempre prima consultare un medico prima di affrontarla e valutare regimi alimentari simili ma maggiormente equilibrati.

Esempio menù prima fase

Una prima parte della dieta può essere considerata di scarico in quanto si eliminano i carboidrati e si induce l’organismo in una fase di chetosi. Si comincia con la colazione dove i carboidrati concessi sono al massimo 50 grammi (solo pane di segale o frutta secca). A questi vanno abbinati 50 grammi di proteine (carni conservate come speck o bresaola) e 30 di grassi (fiocchi di latte, burro). Lo spuntino di metà mattina può essere composto da 50 grammi di frutta secca o due cucchiaini di burro di arachidi. Per il pranzo si considerano 250 grammi di proteine (pesce o carne bianca) + 150 grammi di verdure a foglia larga. Una modesta dose di carboidrati è ammessa a metà pomeriggio dove è concessa una zuppa di carote o piselli. La sera, per cena, ancora proteine: 200 grammi tra hamburger, salmone, filetto, trota, tonno, pesce spada o uova e 200 grammi di verdura. Concessi anche 30 grammi grassi (olio o formaggi) .

Esempio menù seconda fase

La seconda fase della dieta è detta di recupero perché si reintegrano, seppur in piccole quantità, i carboidrati. A colazione 250 grammi di latte con 150 grammi di marmellata o 60 grammi di bresaola. A metà mattina spuntino con un vasetto di yogurth e un frutto. A pranzo, in questa fase, sono ammessi i carboidrati (150 grammi di riso o 80 grammi di pasta) + 100 grammi di proteine (pesce o carne bianca) con verdure. Grassi solo per 20 grammi (un po’ di olio sulla verdura o una manciata di parmigiano sulla pasta). Frutta a merenda e la sera, per cena, 100 grammi tra pesce, pollo, tacchino o uova con 150 grammi di pane (o 80 di riso o pasta). 200 grammi di verdura (meglio a scelta tra asparagi, spinaci e broccoli). Questo vuole solo essere un esempio. Per una corretta dieta e per conoscere il tempo esatto delle due fasi è utile consultare un medico.

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