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Dipendenza affettiva tra madre e figlio

La dipendenza affettiva tra madre e figlio può essere un problema difficile da risolvere soprattutto se non scoperto in tempo. Questa patologia porta infatti ad un disamore verso sé stessi. Chi ne soffre dà la priorità all'essere amati e alla conseguente alimentazione dell'autostima individuale, così da invalidare gravemente lo stile di vita del soggetto interessato.

Una prigione d'amore

La dipendenza affettiva tra madre e figlio è una delle forme di legame più pericolose perché molto resistente alle cure psicoterapeutiche. Entrambi i soggetti infatti possono sviluppare una dipendenza affettiva che può influenzare pesantemente lo stile di vita di entrambi limitandolo gravemente.

Gli studi di Bowlby

Lo psicanalista John Bowlby ha sviluppato durante i suoi studi la teoria dell'attaccamento. Bowlby affermava che nel caso il tipo di attaccamento tra madre e figlio fosse di tipo insicuro, il giovane riservava al genitore stati d'animo come eccessiva dipendenza, paura di essere abbandonato, insicurezza e prudenza. Il distacco dalla madre, sempre vissuto traumaticamente, può generare problemi nel figlio quando egli stesso diverrà genitore sviluppando così atteggiamenti di trascuratezza e superficialità. Il distacco e la fine della dipendenza del figlio possono essere facilitati, secondo lo studioso, grazie all'esistenza di situazioni vantaggiose come la presenza nel nucleo familiare di un fratello o di un'altra persona cara.

La difficile scoperta e la cura

La vittima di questo tipo di dipendenza di solito si rivolge ad uno psicologo lamentando ansia, anoressia, attacchi di panico e altro ancora; difficilmente però ammetterà di soffrire un legame morboso. Questo atteggiamento del malato porta ad una scoperta tardiva della disfunzione, quando ormai la dipendenza ha acquisito il totale controllo del rapporto tra madre e figlio. La figura più debole è sicuramente quest'ultimo, imprigionato in un labirinto costruito da una madre che raramente ammetterà l'esistenza di questa dipendenza "malata". Una collaborazione sana col terapeuta spetta quindi inizialmente al padre che deve aiutare moglie e figlio a ricostruire la loro scala di valori all'infuori della loro dipendenza.

Il soggetto più colpito è il figlio

Nella dipendenza affettiva tra madre e figlio è quest'ultimo a subire i maggiori disagi. Spesso il malessere da lui mostrato non è che una piccola parte della sofferenza che prova. È quindi importante rivolgersi subito ad uno psicoterapeuta per evitare che il figlio abbia gravi ripercussioni psicologiche; il ruolo più importante viene quindi rivestito dal padre o da altri parenti che hanno l'occasioni di osservare la situazione da vicino e rilevarne così la gravità.

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