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Disabilità e sessualità: diritti, bisogni, prospettive

Uomini e donne che a prescindere da handicap fisici o intellettivi hanno le stesse esigenze e pulsioni di tutti. Eppure, una vita sentimentale e sessuale è il più delle volte negata ai disabili. Sul tema in Italia siamo anni luce indietro rispetto a quanto accade in Europa dove ci sono addirittura delle figure professionali ad hoc. Per dare visibilità alla tematica e accendere il dibattito è in programma a Verona un convegno che porterà all’attenzione diritti, bisogni e prospettive di disabili.

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IL CONVEGNO

Il titolo dell’incontro è proprio “Disabilità e sessualità: diritti, bisogni, prospettive” e si terrà all’Università di Verona il prossimo 29 Maggio a partire dalle 9. Il convegno internazionale è stato organizzato dall’azienda ULSS 20 ed è quasi interamente incentrato sul Metodo Dixon. Hilary Dixon è da anni formatrice di insegnanti e professionisti in materia di educazione sessuale e relazionale con particolare riferimento alla salute sessuale e allo sviluppo di relazioni in persone con difficoltà di apprendimento. Ha pubblicato molti testi e brevettato un metodo che definisce una sorta di educazione affettivo-sessuale per persone con disabilità intellettiva.

L’ASSISTENTE SESSUALE

Poco fa parlavamo di professionisti del settore. E in effetti in paesi come la Svizzera, la Germania, l’Olanda e la Danimarca esistono degli specialisti, uomini e donne, che vengono formati tramite un percorso didattico e sanitario e che aiutano i disabili a far scoprire il proprio corpo, prendendone contatto. Ci sono certi disabili che non hanno nemmeno visto alcune parti del proprio corpo. Si tratta sicuramente di una figura molto delicata che deve lavorare con attenzione anche sul piano psicologico. In ogni caso si tratta di una figura che in Italia è del tutto inesistente. Recentemente il programma tv “Le Iene” si è occupato dell’argomento mostrando un sottobosco di escort che si dedicano a queste attività e che affermano peraltro come il tutto sia “molto terapeutico”.

IN ITALIA

Pare che nel nostro Paese ci siano comunque dei centri ascolto specializzati che siano in grado di dare un supporto, seppur solo psicologico. Ce ne sarebbe uno portato avanti dal Comune di Torino ad esempio ma, secondo le stesse istutizioni, sarebbe davvero molto difficile anche solo squarciare il velo di tabù e pregiudizi dell’opinione pubblica in merito a questo argomento. La questione sta guadagnando sempre più spazio nei mezzi di comunicazione arrivando a un pubblico vasto ma si tratta comunque di un argomento delicato e complesso che spesso viene accolto con atteggiamento aperto e produttivo solo da persone con adeguati livelli di consapevolezza e competenza.

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