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Disturbi alimentari: quali sono le cause

I disturbi alimentari sono molto frequenti. E le cause sono riconducibili a una questione psicologica. Per questo motivo è fondamentale comprendere l’argomento: l’adeguata conoscenza consente di affrontare i problemi con maggiore consapevolezza, evitando approcci improvvisati. Il primo passo da compiere è l’individuazione dei disturbi alimentari che possiamo avere. Le forme più note e più pericolose per la salute sono l’anoressia e la bulimia. In entrambi i casi c’è un rapporto sbagliato con il cibo, che alla lunga diventa assai dannoso per l’organismo. L’ossessione per il peso forma, nel caso dell’anoressia, diventa una patologia seria: la persona mangia poco e quando lo fa, induce il vomito per eliminare il pasto ed evitare di ingrassare. La bulimia è simile e diversa allo stesso tempo, provocando il bisogno di consumare quantità smodate di cibo, sottoponendosi poi a violenti comportamenti di compensazione (anche in questo caso induzione del vomito e digiuni nei giorni successivi).
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Conoscere le cause dei disturbi alimentari

Detto dei tipi di disturbi alimentari, quali sono le cause? L’approccio sbagliato all’alimentazione è spesso una diretta conseguenza di una insicurezza generale ad affrontare i problemi della quotidianità. Nella maggior parte dei casi l’insicurezza si riverbera sulla scarsa autostima, in particolare riferimento all’aspetto estetico. Così l’attenzione a non ingrassare si trasforma in un problema, che diventa di difficile soluzione negli stadi più avanzati. La magrezza eccessiva viene vista come un “valore” e la capacità di resistere alle tentazioni della gola è interpretata come una nota di merito. I consigli di parenti e amici vengono scartati perché è radicata la convinzione che quel modello alimentare sia il migliore possibile.

I test per i disturbi alimentari

Dopo aver individuato le possibile cause dei disturbi alimentari, è importante lasciarsi aiutare dalle persone care. I soggetti che tendono all’anoressia o alla bulimia, negano l’evidenza di avere un approccio sbagliato con l’alimentazione. Talvolta l’argomento è motivo di forte discussione in famiglia.
Un modo per verificare eventuali tendenze a sviluppare queste problematiche è l’Eating Attitudes Test (EAT-26): è un questionario che specifica l’attitudine dell’individuo. Ma come come tutti i test, parte dall’assunto base che bisogna rispondere in maniera sincera.

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