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Ebola, guarito medico Usa infettato dal virus in Africa. Msf: "Subito cure e aiuti sul campo"

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Sarà dimesso dall’ospedale di Atlanta il trentatreenne Kent Brantly, giovane medico rimasto contagiato dal virus Ebola poche settimane fa e curato negli Usa con un percorso terapeutico portato a termine con successo dallo staff dell’Emory University Hospital proprio in queste ore.

Ebola, le informazioni sui sintomi del virus fornite dagli esperti internazionali

La buona notizia della guarigione del medico statunitense è stata diffusa in giornata dalle autorità americane, concentrate adesso sull’altro caso di infezione registrato oltreoceano, relativo alla missionaria del Samaritan's Purse Nancy Writebol.

Decisivo, secondo quanto risulta dalle informazioni circolate recentemente su siti e giornali a stelle e strisce, ai fini del buon esito della cura potrebbe essere stato il vaccino sperimentale somministrato in Liberia a Brantly prima del ricovero in patria, mentre la religiosa appartenente alla stessa organizzazione umanitaria si trova tuttora in isolamento.

(Ebola, paura negli Stati Uniti per i due casi registrati in pochi giorni: autorità in allarme)

Speranza e ottimismo sembrano oggi aver trovato finalmente una concreta sponda, in presenza del primo successo ufficiale delle terapie di contrasto messe in campo dai medici statunitensi contro il decorso di Ebola.

Si aggira intorno alla fascia del 60-90% il tasso di mortalità della terribile epidemia scoppiata in Africa nel periodo iniziale dell’estate 2014 e contrastata a fatica dai governi nazionali con l’aiuto (per adesso insufficiente) di Paesi occidentali e associazioni di volontariato.

In questo senso, ancora inascoltato è rimasto l’appello di Medici Senza Frontiere per un’immediata attivazione di aiuti su larga scala alle zone colpite dal virus, dalla Guinea alla Liberia passando per Sierra Leone e aree confinanti.

La priorità assoluta, ad avviso dei volontari impegnati nei luoghi più esposti al rischio, dovrebbe essere per tutti, Organizzazione Mondiale della Sanità compresa, quella di “essere maggiormente coinvolti nella prevenzione e nella sorveglianza diretta sui malati, ma del richiesto potenziamento delle strutture di cura sul territorio al momento non si è vista traccia.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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