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Ebola in Italia, le ultime notizie. Allarme contagio virus, Europa: gli esperti invitano alla cautela

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Si alternano in queste ore notizie altalenanti sulla diffusione del virus Ebola fuori dai confini dell’Africa, specialmente dopo i pericoli di contagio denunciati da un autorevole esponente del governo della Gran Bretagna.

Ebola, allarme virus: sintomi, contagio e prevenzione

In Europa c’è il rischio, prima ancora che si parli di fatti concreti, che prenda piede un allarmismo incontrollato, senza fondati motivi in grado di legittimare discorsi legati ad una presunta epidemia alle porte del Vecchio Continente.

Le parole del ministro britannico Philip Hammond, dichiaratamente preoccupato per la minaccia della malattia in arrivo dai paesi africani, hanno scatenato una prima ondata di psicosi collettiva, subito arginata dalle rassicurazioni di alcuni scienziati internazionali, anche se rimane l’allerta proclamato per i medici del Regno Unito in seguito all’emersione di un sospetto caso relativo ad un uomo atterrato a Birmingham via Parigi dalla Nigeria.

Il passeggero dell’aereo approdato allo scalo inglese, ricoverato per accertamenti nel timore che il mal di testa ed altri sintomi assimilabili a quelli comunemente associati a Ebola, è in queste ore sottoposto ad una serie di test che daranno una risposta in merito alla sussistenza o meno del temuto contagio.

(Ebola in Nigeria, allarme delle autorità sanitarie per la diffusione del virus)

Il ministero della Salute dell’Inghilterra ha già preso le dovute contromisure, chiedendo e ottenendo un immediato incremento dei controlli sugli arrivi ed un altrettanto rapido potenziamento delle strutture adibite alla ricerca sul pericoloso virus di ritorno in Africa occidentale.

Diversa è la situazione in Italia, dove gli strumenti di prevenzione messi in campo dalle autorità sembrano essere al momento più che sufficienti ad allontanare lo spettro di una diffusione di Ebola sul territorio nazionale, come assicurato da esperti di malattie infettive di conclamata autorevolezza.

La soglia dell’attenzione, ad ogni modo, resterà alta fino a che i casi segnalati dall’altra sponda del Mediterraneo (in Sierra Leone, proprio in questi giorni, è stato dichiarato lo stato di emergenza) non torneranno a decrescere in misura consistente, considerato che le 672 morti a causa dell’infezione verificatesi fino al 27 luglio 2014, per un totale di 1201 casi ufficialmente accertati in terra africana, rappresentano un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Anche perché, di fronte ad un virus dotato di una elevata infettività ed una ridotta presenza di sintomi in virtù della recente trasformazione rispetto al ceppo originario, ad oggi non esistono efficaci rimedi né adeguate terapie di contrasto.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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