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Ebola, negli Usa primo caso di contagio del virus. Cautela su rischio epidemia: "No allarmismi"

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C’è ansia negli Usa per la diffusione della notizia, poi confermata dalle autorità sanitarie competenti, di un primo caso ufficialmente accertato di Ebola dentro i confini nazionali.

Usa, curato con terapie sperimentali il giovane medico contagiato da Ebola in Africa

Si tratta, secondo quanto riferito dai media americani nelle ultime ore, di un cittadino straniero recatosi negli Stati Uniti per fare visita ad alcuni parenti dopo un viaggio in Africa occidentale, proprio nelle zone colpite dai focolai più aggressivi del virus.

Era solo questione di tempo, alla luce dell’escalation di casi sospetti in America nelle ultime settimane e delle dichiarazioni preoccupate delle massime cariche istituzionali compreso il Capo di Stato Barack Obama, per vedere il Paese a stelle e strisce alle prese col contagio di Ebola all’interno del suo territorio.

Impossibile, considerato il continuo approdo negli Usa dall’Africa e viceversa di centinaia di persone quotidianamente per lavoro ed altri impegni legati alla cooperazione o agli scambi culturali, che dal raggio d’azione del virus rimanesse fuori la principale potenza economica occidentale: per adesso, ad ogni modo, non sembra trovare fondamento l’allarme su eventuali altri casi oltre a quello del paziente ancora ignoto in cura a Dallas presso il Texas Health Presbyterian Hospital.

(Paura negli Usa per la conferma del primo caso di contagio di Ebola: rischio psicosi)

Alta rimane l’allerta del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, chiamato a monitorare la situazione e soprattutto a predisporre i rimedi necessari ad affrontare al meglio l’emergenza, collaborando con le autorità nazionali al fine di tenere al riparo da rischi di contagio (ma anche di psicosi) la popolazione statunitense.

Da Miami a New York, passando per diverse metropoli del Nord America, la paura di un'epidemia di Ebola si è fatta strada prepotentemente in questi giorni, innescando a tempo di record una spirale di suggestioni e fobie collettive difficile da arginare specialmente adesso, in presenza del primo caso di ingresso del virus negli States.

La lotta alla terribile infezione scoppiata in Guinea, Liberia e in altre aree dell’Africa occidentale è ancora alla fase iniziale, soprattutto laddove i focolai hanno assunto proporzioni imponenti: di oggi è la notizia, a dir poco paradossale, del panico diffusosi tra la popolazione di un villaggio liberiano dal presunto “ritorno in vita” di 2 vittime di Ebola dichiarate morte e “risvegliatesi” a distanza di ore dal presunto decesso.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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