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Ebola: sintomi, contagio e prevenzione

L’ebola è un virus pericolosissimo che causa una febbre emorragica potenzialmente mortale. Il virus è stato scoperto in Congo abbastanza recentemente, nel 1976, per questo non si conoscono ancora cure o cause principali. Ancora da chiarire anche il serbatoio principale, ovvero il contagio del primo umano che, però, pare essere avvenuto a causa di animali infetti. L’ebola può colpire l’uomo e altri primati come scimpanzé e gorilla. La trasmissione avviene attraverso fluidi corporei e, a quanto pare, non può manifestarsi per causa di punture di insetto.

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I sintomi

Il periodo di incubazione della malattia può variare dai 2 ai 21 giorni. Il tasso di mortalità è molto alto (dal 50 all’89 per cento) e solitamente il decesso avviene entro un mese dalla comparsa dei primi sintomi. I principali tra questi sono riconducibili a una qualunque febbre: debolezza, mal di testa e di stomaco, inappetenza, vomito, diarrea, dolori muscolari. Il sintomo chiave è sicuramente il sanguinamento di organi interni e apparati esterni del corpo. Molto comuni, soprattutto nella fase iniziale, anche occhi rossi e rush cutaneo. A causa di questi sintomi non troppo determinanti diagnosticare la malattia è spesso difficile. La mortalità elevata è dovuta alla capacità del virus di distruggere il sistema immunitario. Non è ancora chiaro come mai una piccola parte di persone infetti riesce a sopravvivere. Spesso però si portano degli effetti collaterali anche in seguito, tra il più comune c’è l’infiammazione del fegato (epatite).

Contagio

Il contagio avviene per contatto diretto con sangue o altre secrezioni di una persona infetta o tramite aghi contaminati o infetti. Una persona infetta da Ebola diventa contagiosa non appena si manifestano i sintomi. L’invalidità che i sintomi causano rende le persone infette costrette a letto per cui il rischio di un’infezione a macchia d’olio rapida e di grandi dimensioni è da escludere. Spesso il contagio avviene nei focolai di persone malate. A essere contagiate sono spesso le persone che si occupano dei malati o che provvedono alla loro sepoltura. Il virus è esploso in Africa proprio a causa della povertà dei centri medici, spesso costretti a riciclare gli aghi delle punture.

Prevenzione

Non esiste ancora un vaccino per cui per evitare il contagio bisogna eliminare qualsiasi tipo di contatto con la persona malata. Vanno osservate le principali norme igieniche, lavarsi spesso le mani (meglio se con detergenti con grande quantità di alcool), non mangiare carni di animali selvatici delle zone colpite, evitare i focolai e stare lontano anche dai cadaveri. Non esiste neanche un farmaco che possa far guarire dalla malattia per cui la cura consiste esclusivamente sul supporto del malato e l’alleviamento dei sintomi. È fondamentale capire se si tratti di Ebola già dai primissimi sintomi. Ci sono diversi test di laboratorio che si possono fare nelle diverse fasi della malattia.

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