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Ecco perché non bisogna portare lo smartphone in bagno

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Consultare e-mail, aggiornare la news feed dei vari social network, inviare e leggere messaggi. L'Uomo iperconnesso non riesce a stare molto lontano dalla rete. Neanche quando si trova in bagno.

Smartphone, le applicazioni che consumano più batteria

Per molti una opzione alla quale sempre meno si riesce a rinunciare, per altri quasi un obbligo connesso a tempi e spazi lavorativi ormai lontani da orari e luoghi fissi.

Già. Ma quanto è igienico portarsi uno smartphone (o tablet o telefonino o laptop) in bagno? Un comportamento ormai divenuto quotidiano e sul quale si è soncentrata l'attenzione di due professori universitari di microbiologia, Charles Gerba e Kelly Reynolds.

I bagni sono zeppi di batteri, derivati soprattutto da feci e urine. Pensate a cosa può depositarsi sul distributore di carta igienica, sul dispenser del sapone o ancora sul bordo della vasca, nel momento in cui tiriamo lo sciacquone.

Gli schizzi dei residui dei nostri prodotti volano proprio sulle superfici in cui finiamo per appoggiare il nostro smartphone nel corso delle nostre 'sedute private'.

Device che finiscono inevitabilmente per attrarre germi. Pure quelli di chi ha provveduto ad espletare i propri bisogni prima di noi. Si pensi pure a cosa potremmo incorrere in un bagno pubblico.

Insomma, è un po'come uscire dal bagno senza essersi lavati le mani. Se proprio non si riesce a fare a meno dello smartphone in bagno, le alternative sono due. Pulire il device con una soluzione a base di alcol, acquistare un kit disinfettante. Su internet è possibile acquistarlo a 40 euro. Possibilmente non mentre si è seduti sul water.

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