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Elettrosensibilità, si tratta di patologia?

Esiste un legame tra salute e apparecchi elettronici, si chiama elettrosensibilità. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) l'elettrosensibilità è un disturbo che interessa dall'1 al 3 per cento della popolazione mondiale. Cefalea, vertigini, rossore e tachicardia i sintomi. Ad oggi, tuttavia, l'elettrosensibilità non è stata riconosciuta come patologia vera e propria.

Secondo uno studio condotto dal dipartimento di neuroscienze del Karolinska Institute di Stoccolma esiste una forma di allergia alle onde elettromagnetiche emesse dagli apparecchi che usiamo quotidianamente, ad esempio televisore, cellulare, computer. Per ora il solo Paese che considera questo disturbo vera e popria malattia è la Svezia. Altri Paesi, come Canada, Usa, Regno Unito, Svizzera, stanno pensando di considerare patologia l'elettrosensibilità.

In un articolo in via di pubblicazione sulla rivista Pathophysiology, il dottor Olle Johansson, che da 20 anni studia questo disturbo, ha raccolto i risultati di dozzine di ricerche condotte sul sistema immunitario umano e sull'iterazione tra questo e le onde magnetiche degli apparecchi elettronici con la speranza che i politici impongano nuovi limiti di sicurezza nello sviluppo delle tecnologie del futuro.

Secondo Johansson la percentuale di persone malate oscillerebbe fra il 3 e il 10 per cento della popolazione mondiale, un numero più elevato rispetto a quello dichiarato dall'Oms. Lo studioso ha, inoltre, spiegato che questa patologia in molti casi è la causa di rallentamenti nella produttività sul luogo di lavoro.

Ma in molti considerano questo disturbo semplice suggestione psicologica. Il professor Guglielmo D'Inzeo, ordinario di Interazione bioelettromagnetica presso La Sapienza di Roma, ha affermato: "Mancano dati di laboratorio precisi e numerosi esperimenti 'a doppio cieco' (né il paziente né il medico sanno se il campo magnetico è presente o no) hanno dimostrato che i pazienti non sanno distinguere tra quando le onde elettromagnetiche ci sono o meno. Pur avendo il massimo rispetto per chi lamenta tali disturbi, sono certo che non vi sia alcun legame tra questi e i campi elettromagnetici".

Il mancato rinoscimento della malattia è motivato dal dottor Angelo Levis, ex ordinario di Mutagenesi ambientale presso l'università di Padova e fondatore di Apple (Associazione per la Prevenzione e la Lotta all'Elettrosmog), con il conflitto di interessi tra la realtà istituzionale internazionale e le compagnie che gestiscono i servizi di telefonia mobile. Levis ha spiegato: "Questa situazione provocherà, nei prossimi anni, gli stessi danni che il tabacco ha fatto al '900 e la sua effettività è dimostrata da studi epidemiologici, geografici e dal lavoro di Johansson, che ha aperto uno spiraglio di luce per tutti malati. Ma finché i gestori di telefonia continueranno a finanziare la ricerca e le istituzioni, l'elettrosensibilità non verrà mai riconosciuta come tale".

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