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Elisa D'Ospina in bikini per l'obesità: la foto di "protesta" su Facebook scatena il web

  • Quotidiano Nazionale

Negli ultimi giorni si è fatto un gran parlare di obesità: dal ragazzino napoletano cicciottello seviziato con un compressore, alla ministra della salute del governo di Bruxelles, Maggie De Block, attaccata da un giornalista di essere poco credibile per il ruolo istituzionale ricoperto perchè obesa.

Proprio questa mattina è nata una nuova discussione che sta pian piano scatenando il web.
Il Quotidiano Nazionale ha pubblicato un articolo sull'argomento della “discordia” con un'intervista allo psichiatra Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell'ospedale Fatebenefratelli.

Nel pezzo si affronta il tema dell'obesità legato alla visione che la società ha di questa patologia. Un articolo ampiamente informativo che chiarisce alcuni punti oscuri sulla questione.

L'articolo è stato corredato con tre immagini accompagnate da apposite didascalie di tre “grassi di successo e simpatia”. Nel pezzo si annoverano John Goodman (alto circa 190 cm per un peso che oscilla intorno ai 180 kg), Tino Buazzelli (anche lui di grande stazza) ed Elisa D'Ospina, giornalista e modella curvy (taglia 48 per 184 cm di altezza).

Questa mattina, sentitasi chiamata in causa, la D'Ospina ha pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale una sua foto in bikini come atto di provocazione nei confronti della giornalista che ha scritto il pezzo: “Io le dedico una mia foto scattata stamane così si prende la responsabilità di quello che dice. Visto che la mia fisicità è considerata secondo la signorina in questione "grassa" o "obesa" io mi fotografo in bikini così facciamo CAPIRE COME I GRANDI MEDIA NAZIONALI SANNO TRATTARE CON COGNIZIONE DI CAUSA IL DRAMMA DELL'OBESITà”.

I personaggi oversize che hanno avuto un grande successo

Ovviamente si è aperto un dibattito sulla pagina della D'Ospina riportando ancora in luce il male nero dell'obesità che colpisce milioni di persone in tutto il mondo che combattono contro una vera e propria patologia.

I disturbi alimentari, molte volte, sono il flagello della società opulenta. E quando parliamo di disturbi alimentari ci riferiamo all'obesità come all'anoressia o alla bulimia, di cui abbiamo ampiamente parlato. Questi argomenti, soprattutto pubblicamente, vanno trattati con le pinze e il web in questi casi non aiuta: basta la lettura sbagliata e male interpretata, da parte di un adolescente, di un forum o un blog creato da incompetenti, che gli argomenti trattati vengano assunti come teoremi inconfutabili, regole rigide cui fare riferimento.

Ecco il post completo su Facebook di Elisa D'Ospina:

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