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Fastidio alla "bocca dello stomaco" e alla gola: combattere il reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo è una malattia sempre più diffusa nella popolazione italiana. I sintomi, molteplici e tra loro molto differenti, non sono immediatamente riconoscibili e associabili a questo disturbo. Spesso si tende a sottovalutare il problema confondendo la patologia con un banale raffreddore o con i postumi di un indigestione ma il reflusso gastroesofageo non andrebbe trascurato e, anzi, andrebbe curato prima possibile.

I SINTOMI E LE CAUSE

Il reflusso gastroesofageo può manifestarsi anche soltanto con uno di questi sintomi che, solitamente, sono: dolori allo stomaco e bruciore nella parte alta, mal di petto, mal di gola, tosse stizzosa o asma, dolore alle spalle, pancia gonfia, stimolo di vomito e necessità di schiarirsi spesso la voce. La malattia è causata dalla diminuzione di tono del cardias, la valvola che separa stomaco ed esofago. Il reflusso di bile, acido e altre sostanze dello stomaco sale quindi più facilmente su per l’esofago infiammando la mucosa e causando l’esofagite. Piccoli reflussi sono considerati normali durante il giorno ma, le persone che soffrono di reflusso gastroesofageo, fanno i conti con un disturbo patologico. Tra le cause ci può essere anche la presenza di un batterio chiamato Helicobacter.

EVENTUALI COMPLICANZE

Un reflusso gastroesofageo trascurato può evolversi manifestando diverse complicanze. Tra queste c’è la difficoltà a deglutire, erosioni e ulcere a stomaco ed esofago o, nei casi più estremi la sindrome dell’ esofago di Barrett. Questa sindrome pare colpisca dal 5 al 15 per cento delle persone affette da reflusso con un maggiorazione negli anziani della razza caucasica. La sindrome dell’esofago di Barrett si manifesta con un cambiamento delle cellule dell’esofago, compromesso dagli acidi, ed è considerata una metaplasia. Si riscontra con una gastroscopia.

LE CURE

Antiacidi e inibitori della pompa protonica vanno presi regolarmente per periodi più o meno lunghi ma un aiuto importante può avvenire dallo stile di vita e dall’alimentazione. Le persone affette da reflusso gastroesofageo dovrebbero fare pasti frequenti ma mai abbondanti, evitare quindi le abbuffate, fare piccoli bocconi e masticare a lungo, consumare i pasti lentamente, fare esercizio fisico e non distendersi dopo aver mangiato. L’alimentazione va curata facendo attenzione ad alcuni cibi e bevande che possono accentuare il problema. Banditi the, caffè, alcolici, energy drink e bibite gassate, fritti, agrumi, pomodori e altri cibi acidi, insaccati, formaggi stagionati, grassi animali e vegetali, spezie, cioccolata e menta. I sintomi del reflusso gastroesofageo possono inoltre accentuarsi con il fumo o nei periodi di stress.

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