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Festino in hotel. Mele si discolpa

E' già cronaca passata l'avventura del parlamentare UDC beccato con una (forse due) squillo in un famoso hotel di Via Veneto a Roma. L'On. Cosimo Mele, dopo aver offerto le proprie dimissioni al segretario UDC, non si capacita del clamore generato dalla vicenda e, intervistato da Guido Ruotolo per "La Stampa" si difende così:

Allora, onorevole, come sono andati i fatti? Lei e due donne nella suite dell’hotel di Fellini? Sesso e droga?
"Veramente non me ne sono neanche accorto di questa ragazza che prendeva pasticche o quant’altro. A un certo punto ha dato fuori di testa e io ho chiamato la reception: - C’è una persona che non sta bene...-. E’ arrivata poi l’ambulanza. Ma come può far notizia un fatto del genere?".

Le cronache parlano di due ragazze, anzi di due prostitute.
"Era una. A un certo punto una sua amica l’ha raggiunta in albergo per parlarle e poi è andata via".

Insomma, è tutto un equivoco?
"Faccio una riflessione a voce alta: quanti parlamentari vanno a letto con le donnine? E’ un reato, per caso? Rendere pubblico il mio nome non è mica una impresa da premio Nobel. Io non faccio notizia".

Converrà, onorevole, che lei milita in un partito, l’Udc, che dei valori della famiglia, della Chiesa ne ha fatto una bandiera...
"E che i parlamentari dell’Udc non fanno l’amore? Certo che mi riconosco nei valori cristiani ma che c’entrano questi con l’andare con una prostituta? E’ una faccenda personale".

Ricorda la bufera che si è scatenata per la foto del portavoce del governo, Silvio Sircana, che parla con un transessuale?
"Allora rilasciai una dichiarazione all’Ansa per dire che era una vicenda personale. No, questa storia non c’entra nulla con i valori della famiglia. Non posso non essere un buon padre, un buon marito solo perché dopo cinque, sei giorni fuori casa capita un’occasione....".

Ma la ragazza lei l’ha pagata?
"Posso garantire che non mi ha chiesto nulla. Io gli ho fatto spontaneamente un regalo. Sono un uomo pubblico ed è giusto che chiarisca come sono andate le cose. Andrò in questura con il mio avvocato....".
"Le battaglie le faccio. La droga non l’ho assunta. Il problema dei problemi è uno solo: in che Paese viviamo?".

Lo dica lei.
"Ho sbagliato, ho commesso una leggerezza. Ma perché tutto questo clamore?".

Ma l’elettore pretende di sapere se chi lo rappresenta predica bene e razzola male.
"Io predico bene e razzolo meglio".

Adesso ne parlerà con sua moglie?
"Lo dovrò fare. Non so se essere più distrutto per l’aspetto familiare o per la vergogna. Mi sembra di vivere un incubo. Vorrei svegliarmi e dire che è stato tutto un brutto sogno".

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