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5 cose assolutamente false su Ebola: le leggende della rete sul virus africano

Complice l’incontrollabile “potenza” della rete, non si contano le bufale circolate a tempo di record negli ultimi mesi in relazione all’emergenza Ebola nel mondo. 1) Non è vero che nei centri di accoglienza per immigrati in Italia, Lampedusa in primis, vi siano stati rischi di epidemia seguenti agli sbarchi estivi sulle coste meridionali: non a caso, i responsabili di notizie false con finalità allarmistiche su alcune pagine di social network sono stati recentemente denunciati. (continua…)
2) Falso è che nelle strutture adibite ad ospitare migranti extracomunitari manchino controlli costanti sulle persone arrivate nel nostro Paese dall’Africa occidentale, considerato che le visite sono effettuate dal primo momento di approdo sul territorio italiano ed hanno in seguito carattere periodico. (continua…)
3) Un mito da sfatare è quindi che il contagio possa avvenire per via aerea, perché il virus si diffonde con un contatto diretto, almeno secondo quanto assicurato dalle massime autorità sanitarie internazionali, anche se nessuno sembra in grado di escludere un’eventuale evoluzione della malattia. (continua…)
3) Un mito da sfatare è quindi che il contagio possa avvenire per via aerea, perché il virus si diffonde con un contatto diretto, almeno secondo quanto assicurato dalle massime autorità sanitarie internazionali, anche se nessuno sembra in grado di escludere un’eventuale evoluzione della malattia. (continua…)
4) La tesi diffusa nelle settimane scorse sulla possibile penetrazione della temuta pandemia tramite carne o acqua risulta totalmente infondata. (continua…)
5) Tutt'altro che credibili sono i presunti casi di “risveglio dei morti” nei villaggi africani dove si sono registrati i maggiori focolai d’infezione, episodi gonfiati dai media e limitati ad uno o al massimo un paio di decessi forse frettolosamente constatati dai bollettini medici locali. [Foto: Getty Images]

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