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Giornata mondiale contro l'Aids: il virus Hiv fa ancora paura. In Italia ogni anno 4mila nuovi casi

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La battaglia contro l’Hiv prosegue tra mille difficoltà, con significativi passi in avanti alternati a dolorosi stop, in Occidente così come nei continenti più poveri come l’Africa dove la percentuale di sieropositivi rimane alta nonostante i progressi sul fronte delle cure e della prevenzione.

Il mondo s'illumina di speranza per la giornata di lotta contro l'Aids: foto

Anche quest’anno, la giornata del 1 dicembre impone una riflessione collettiva sui punti deboli della lotta all’Aids frettolosamente rimossa da una parte non minoritaria dell’opinione pubblica mondiale.

Medici, ricercatori e autorità politiche si sono spesso impegnati, in questi ultimi anni, a moltiplicare gli sforzi in ogni direzione nel contrasto sia “culturale” che scientifico del virus divampato alla fine dello scorso secolo in tutto il mondo e ancora molto diffuso non solo nei Paesi in via di sviluppo.

A dimostrazione della serietà del quadro anche in Italia, i numeri forniti oggi dalla Lega Italiana per la lotta all’Aids (LILA) che parlano di un abbondante 50% di persone consapevoli dell’infezione da virus Hiv in fase avanzata e perciò costrette a fare i conti con l’impossibilità di cure adeguate a causa della scarsa prevenzione-informazione, mentre la percentuale di test rimane bassa.

(Lotta all'Aids, ancora drammatico il quadro anche in Italia: virus Hiv non è sconfitto)

Assai preoccupanti sono i casi, in costante aumento, di sieropositivi affetti da sifilide e diversi ceppi di infezioni sessualmente trasmissibili, in teoria facili da evitare con l’uso sistematico di profilattici e corretta igiene da sempre raccomandato nelle varie campagne di prevenzione ministeriali o di altro genere.

Sono tra i 3500 e i 4mila, secondo le recenti statistiche, i nuovi pazienti affetti da Hiv nel nostro Paese: nel resto del Vecchio Continente la situazione non sembra molto rassicurante, stando ai dati dell’Oms e Centro Europeo di Controllo sul rischio di aumento del contagio dentro i confini comunitari.

L’obiettivo della comunità internazionale, più volte citato dai promotori della campagna del 1 dicembre di lotta mondiale all’Aids, resta l’eliminazione del virus entro la data limite (forse da rivedere, considerate le poco esaltanti premesse) del 2030.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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