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Gravidanza a 40 anni

Le condizioni di vita e le abitudini lavorative degli ultimi decenni, han creato un divario importante tra l'età sociale più idonea per avere un figlio e l'effettiva età biologica in cui procreare sarebbe più opportuno. Madre Natura non tiene conto degli sviluppi di una società sempre più "libera", ma anche molto più incerta. Di fatto, una gravidanza a 40 anni, è una questione molto problematica.

Ovociti e cromosomi

Dati alla mano, è evidente da ogni studio che il numero di ovociti diminuisce drasticamente a partire dai 35 anni e crolla dai 38 anni circa in avanti. A questo si aggiunge inoltre un peggioramento della qualità di tali ovociti che, in maggior numero, potranno sviluppare delle alterazioni genetiche (ed essere quindi non fecondabili), o saranno rischiosi per probabili degenerazioni precoci dell'embrione.

Per misurarsi con una gravidanza a 40 anni, è d'obbligo prima di tutto calcorare la specifica "riserva ovarica". Si può fare in diversi modi.

  • Mediante l'osservazione dell'ormone FSH, ovvero del principale incaricato della crescita dei follicoli. In presenza di una scarsa risposta dell'ovaio, l'FSH aumenta di concentrazione nel sangue quasi a cercare di dare una "scossa" alle ovaie. Il valore alto è da considerarsi un determinante segno del vicino esaurimento di follicoli disponibili.
  • Si può effettuare un conteggio dei follicoli antrali nelle ovaie (e valutare quindi anche la loro perdita di volume dovuta all'età). Da questo esame, risulterà inoltre l'età biologica della donna. Spesso discordante dall'età anagrafica.
  • Alcuni dati biochimici come l'inibina B o i valori dell'ormone AMH, sono paramentri altresì utili a determinare la riserva ovarica.

Come accennavamo prima, con l'invecchiamento degli ovociti, si amplia la percentuale di avere un numero di cromosomi alterato. Le conseguenze sono una minore fecondabilità, maggior incidenza di aborti e patologie genetiche del feto. Tra queste abbiamo la sindrome di Down.

Quindi, se si sta portando avanti una gravidanza "a rischio", il percorso andrà seguito con scrupolo ed attenzione mediante tecniche di diagnosi prenatale accurate. Queste hanno lo scopo di ricavare cellule fetali da mettere in coltura e studiare.

  • La amniocentesi è la più nota ed è molto utilizzata. Prevede un prelievo del liquido amniotico, grazie alla introduzione di un ago sottilissimo all'interno della parete addominale. Viene effettuata ecograficamente tra la 15ma e la 19ma settimana di gravidanza.
  • Con la villocentesi, si va invece ad effettuare un prelievo di materiale placentare tra la 10ma e la 12ma settimana.

Alcuni dati

Qualche dato statistico ci aiuterà a comprendere meglio ciò di cui stiamo parlando. Le probabilità di una gravidanza naturale a 40 anni sono del 25%. A 43 scende al 10%, per poi ridursi all'1%. Durante una gravidanza tardiva è bene sapere che aumentano le possibilità di incorrere in ipertensione e diabete gestazionale. Al momento del parto vi è il 44% delle possibilità di dover ricorrere al parto cesareo.

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