Excite

Guida semiseria al mondo del fitness

di Amleto De Silva

E’ un momento che arriva per tutti: quando, guardandoci allo specchio, ci accorgiamo con raccapriccio che le maniglie dell’amore sono dei veri e propri corrimano di grasso. E’ il momento in cui decidiamo di riscoprire il fitness; solo che ormai il fitness, inteso come lifestyle votato alla linea, non è più di moda: adesso c’è il wellness. Che sarebbe, in soldoni, uno stile di vita votato alla linea, ma molto più trendy. Il wellness presuppone che ogni momento della vostra giornata sia orientato al benessere della vostra persona; stabilisce che ogni vostro gesto sia diretto a farvi star bene, in forma dentro e fuori.

Purtroppo, si tratta di un concetto un po’, come dire, larghetto, nel senso che conosco personalmente centinaia di persone secondo i quali star bene dentro e fuori coincide con lo stare spaparanzati sul divano a bere birra e ingozzarsi di patatine. Gente, per intenderci, che pensa che mangiare verdure e correre per un’ora al giorno sia un destino peggiore della morte.
Va da sé che anche voi rientrate nel numero: ma adesso siete di fronte allo specchio, e vi rendete conto che Fantozzi sarà pure simpatico, ma è molto meno simpatico assomigliargli: perciò, da domani, dieta e movimento, dieta e movimento.
Da domani. Ovviamente.

Ma domani arriva, e la prima mossa è andare in edicola e comprarvi tutti i giornali che vi promettono addominali scolpiti in dieci giorni, dieci chili in meno in un mese, e di farvi andare a letto con una modella brasiliana anoressica in tre ore; il problema è che, tra tutto quel parlare che fanno di pilates, ripetizioni, lat machines, spinning, crunch, walking, gag, tai chi quan eccetera, voi a) non ci avete capito niente, e b) porca miseria, vi è venuta fame.
E non vi serve a niente ripiegare sulle riviste di costume: anche lì niente di utile in tempi brevi. Le riviste se ne fregano se siete magri o rotondi come un omino di marzapane. Loro vi dicono se siete alla moda o no. Per esempio, c’è stato il momento del Pilates, ed è stato un lungo momento di follia collettiva. Si tratta di una ginnastica dolce e armoniosa, sviluppata da un signore che si chiamava appunto Pilates, all’inizio come supporto per terapie riabilitative, poi come ginnastica di sostegno per la danza. Poi c’è stato il periodo di impazzimento generale per il running: il running è spaventosamente simile allo jogging, solo che il running è di moda, si corre più veloci che nello jogging, ci si veste più da babbei (giuro di aver visto gente abbigliata da Teletubbie, però in raso) e si rischia di più l’infarto: in questi casi, visto la fatica che comporta il running, l’infarto viene considerato, più che uno sgradevole rischio, una attesa liberazione.

Se siete tipi spirituali, o anche solo ambite a essere considerati tali, per voi c’è pronto, anche se al momento il borsino lo colloca in lieve discesa, il Tai Chi. Si tratta di un’arte quasi marziale cinese, e come tale viene definita “millenaria” a prescindere. La regola vuole che qualsiasi disciplina fisica venga dalla Cina sia millenaria, in origine praticata dai monaci buddisti, tesa non alla violenza ma alla pace interiore, e infine in profonda comunione con la natura. In effetti il Tai Chi consiste nel praticare dei Kata, delle figure con il corpo, che comunicano una sensazione di grande armonia e dolcezza. Assolutamente vietato, se non volete essere banditi dal consorzio civile, lo Yoga: non va più di moda da almeno un decennio, e in accoppiata con una dieta macrobiotica rischiate di farvi prendere a borsettate di Prada in testa da Barbara Palombelli.
In realtà, quello che voi volete davvero è dimagrire quel tanto che basta. E volete farlo senza diventare dei bonzi tibetani o dei palestrati al limite della follia.
Bene, nelle puntate che seguiranno vi aiuteremo a rimettervi in forma, senza ammazzarvi di fatica, senza affamarvi come daini nella tundra desertica, e pure in poco tempo.

Nella prossima puntata: come scegliere una palestra.

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