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If men had periods: che succederebbe se gli uomini avessero il ciclo? WaterAid fa sorridere e riflettere (VIDEO)

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di Simone Rausi

800 milioni di donne, ogni giorno, hanno il ciclo mestruale. Buona parte di esse non ha accesso a un bagno (si stima che nel mondo le donne in questa condizione siano 1.25 miliardi). Le mestruazioni si vivono ancora come un taboo, qualcuna ne ha vergogna, qualcun’altra vive una sorta di senso di colpa per non poter essere al massimo della forma. E se il ciclo lo avessero gli uomini, le cose sarebbero diverse?

Come si calcola il ciclo mestruale?

Secondo WaterAid, associazione britannica che si è fatta promotrice del “Menstrual Hygiene day” si. “Per milioni di donne la realtà è oggi ancora quella della discriminazione, basata sulla convinzione che esse siano contaminate, impure" ha dichiarato in conferenza stampa Barbara Frost, Chief Executive di WaterAid. Se ad avere le mestruazioni fosse l’uomo, cambierebbero gli spot tv, i concetti di colpa e vergogna verrebbero eliminati e il tutto, come dice la Frost, verrebbe elevato a “segno di virilità”. Sapete, per esempio, che ci sono decine di eufemismi differenti per evitare che le mestruazioni vengano chiamate con il loro nome? (In Inghilterra si dice “visita della zia Flo” in Francia è la “stagione delle fragole”).

Se ad avere il ciclo fossero gli uomini, secondo WaterAid, gli spot smetterebbero di mostrare facce tristi e stanche ma punterebbero tutto su muscoli e fisico. Persino nello sport, secondo quanto ipotizza l’associazione britannica, ci sarebbero dei cambiamenti epocali. “I commentari sportivi dovrebbero tener conto dell’effetto del ciclo sulle performance. Secondo WaterAid la cosa smetterebbe di essere un tabù ma, anzi, diventerebbe perfino oggetto di conversazione su Facebook e Twitter. È su queste basi che nasce la campagna “If men had periods”. Qui di seguito vi proponiamo uno dei video realizzati…

Ironia a parte, oggi alcune giovani donne non chiedono aiuto o informazione. In alcune parti del mondo, dove le scuole non offrono la toilette, molte studentesse abbandonano una volta arrivata la pubertà. "Tanto ancora deve essere fatto - conclude WaterAid - perché la questione ottenga l'attenzione che merita. Perché donne e ragazze abbiano accesso ad acqua e impianti igienici".

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