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Il pizzo del parto

Per chi vuole partorire in una struttura pubblica in Italia esistono due possibilità: recarsi in ospedale e seguire l'iter classico (pronto soccorso, ricovero o trasferimento in altra struttura) oppure valersi della cosiddetta intramoenia, vale a dire usufruire della struttura pubblica avendo la garanzia di essere seguite da un team (ginecologo, ostetrica, anestesista) di propria scelta. Quest'ultima possibilità è ovviamente a pagamento.

Tutto chiaro? Non proprio. Da un'inchiesta dell'Espresso si apprende che almeno a Roma esiste una terza possibilità: infilarsi furbescamente fra le maglie di un ingranaggio imperfetto, garantedosi il posto e l'assistenza come in regime di intramoenia ma pagando assai di meno e ovviamente in nero.

Il sistema è semplice: si prende contatto con un'ostetrica la quale, per una cifra attorno ai 500-700 euro garantisce i monitoraggi (che passando per il sistema sanitario nazionale sono comunque a pagamento e hanno delle liste di attesa consistenti), la sua presenza durante il parto e l'assistenza, anche a domicilio, durante il delicato periodo del puerperio. Inutile dire che seguendo l'iter ufficiale, non pagando quindi, non si ha la sicurezza di venir ricoverate nell'ospedale di propria scelta e soprattutto non si ha la certezza di essere seguite dalla propria ostetrica, tutto dipendendo da chi è di turno nel momento in cui si viene ricoverate. Oltretutto se il travaglio si protrae per parecchie ore c'è la concreta possibilità che si avvicendino diverse persone (ostetriche, ginecologi, infermiere), creando un'ulteriore fonte di insicurezza in un momento già di per sè estremamente delicato dal punto di vista psicologico oltre che da quello strettamente fisico. Citando dall’inchiesta de l’Espresso, “Trovatevi un'ostetrica di fiducia. Altrimenti quando arrivate al pronto soccorso non vi si fila nessuno. Non è una cosa legale, ma sono soldi benedetti"

Possibile che per aver diritto a livelli assistenziali che secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma anche del Ministero della Salute, sono quelli minimi, bisogna ingegnarsi, infilarsi di straforo, comunque e sempre pagare? Ebbene sì, e purtroppo trattandosi dell’Italia non è nemmeno questa grossa sorpresa.

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