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Indigestione d'acqua: cosa fare

Bere tanta acqua fa bene all'organismo. Questa è la frase che sentiamo dire sempre più spesso da medici e nutrizionisti per contrastare la cattiva abitudine, molto diffusa, di chi beve davvero troppo poco creando deficit anche importanti al corretto funzionamento del corpo. In realtà, però, anche troppa acqua può fare seriamente male e condurre non di rado a conseguenze fatali. Ecco quindi cosa fare in caso di indigestione d'acqua e come rendersi conto di quando i liquidi immessi nell'organismo sono decisamente troppi.

Indigestione d'acqua: come riconoscerla e curarla

La cronaca degli ultimi anni ha tristemente portato a conoscenza di frequenti casi di morte per indigestione d'acqua. Quella che sembra la bevanda per eccellenza poiché senza calorie, senza gas nel caso di acqua naturale e povera di sodio, può invece rivelarsi causa di gravi disturbi se ingerita oltre i 5-10 litri in sole 24 ore o poco meno. L'equilibrio tra acqua già presente nel corpo e quella ingerita è infatti molto delicato e necessita di un'attenzione particolare di modo che i liquidi immessi nell'organismo non si dimostrino fatali.

Indigestione d'acqua: i sintomi

Chi ha bevuto troppa acqua può riconoscere in questi sintomi il campanello di allarme che qualcosa di serio sta accadendo. Nausea, vomito, confusione persistente, allucinazioni, mancanza di senso dell'orientamento fino al coma sono infatti i chiari segnali di una vera e propria indigestione d'acqua. Il superamento della soglia raccomandabile di circa 2 litri di acqua al giorno comporta, infatti, una drastica diminuzione del sodio all'interno del sangue (si intendono come casi gravi quelli nei quali la concentrazione di sodio nel sangue arriva a 90-105 ml/L). Un particolare processo di osmosi può far sì che l'acqua riesca ad attraversare il plasma arrivando sino alle cellule cerebrali causando così rigonfiamenti anomali del cervello.

Come intervenire

Il soggetto che si trova vittima di un'indigestione d'acqua deve essere tenuto lontano da qualsiasi tipologia di liquido ed essere prontamente trasportato presso il più vicino Pronto Soccorso dove si cercherà di rimettere in sesto la concentrazione salina nell'emoglobina del paziente attraverso diuretici come il furosemide.

Attenzione ai rischi legati agli eccessi

Come in tutte le cose, verrebbe naturale dire che la virtù è nel mezzo. In questo caso, più che di virtù, è necessario parlare innanzitutto di buon senso. Le giuste quantità d'acqua (non più di un massimo di 3 litri al giorno se si compiono attività fisiche che aumentano la sudorazione) sono necessarie per il corretto funzionamento degli organi e per contrastare nel sesso femminile disfunzioni legate al sistema linfatico ed alle adiposità localizzate. L'indigestione d'acqua è però un problema serio, da evitare con coscienza ed attenzione, affinché non si rischi di andare incontro a pericoli davvero seri.

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