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Influenza, pandemia dalla Cina? Nuovo virus in arrivo, gli scienziati: "Alto rischio di contagio per l'uomo"

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Dalla Cina un nuovo allarme sulla possibile diffusione ben oltre i confini dell’Asia del temuto virus EAH1N1, di origine simile al giù noto ceppo di influenza suina A/H1N1, con effetti incontrollabili sul genere umano ed un rischio elevato di pandemia come nel 2009.

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Dai maiali degli allevamenti, l’infezione minaccerebbe (secondo il recente studio dei ricercatori cinesi pubblicato sulle pagine dei “Proceeding of The National Academy of Science") di arrivare ad insidiare migliaia di persone ed anche il capo del gruppo di lavoro ha espressamente invitato le autorità competenti a non sottovalutare l’evoluzione di tale pericoloso microrganismo.

Nessuna misura di prevenzione specifica si è resa necessaria nell’immediato, ma sia in Cina che in altri Paesi la vigilanza su questa minaccia potenzialmente globale di pandemia legata al contagio di una variante “simil-aviaria” dell’A/H1N1 porterà a studiare e mettere in atto al più presto adeguate risposte al temuto “salto” dell’infezione contratta da centinaia di animali.

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Ben 139 dei 228 ceppi isolati in tre anni nel corso delle analisi (su oltre 36mila animali) del pool di scienziati guidati da Chen Hualan in dieci distretti diversi della Cina sono riconducibili, stando alle risultanze dello studio riportato dal Pnas, alla famiglia di infezioni legate al virus EAH1N1 con 5 genotipi e due distinti gruppi antigenici uno dei quali capaci di resistere alle difese della stragrande maggioranza di individui, specialmente in età adulta.

I responsabili della ricerca auspicano, ai fini di un’efficace prevenzione del contagio, un rapido intervento dei governi interessati in prospettiva al dilagare dell’influenza, essendovi le condizioni per una resistenza pressoché totale dell’EAH1N1 sia ai programmi vaccinali che all’immunizzazione preesistente delle popolazioni soggette alla minaccia del virus.

La medesima infezione, inoltre, può diffondersi attraverso il semplice respiro e pertanto il tempo a disposizione degli scienziati per contrastare l’eventuale pandemia dovrebbe ridursi ulteriormente in caso di reale trasmissibilità (a breve termine) dagli animali all’uomo.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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