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Influenza suina, 4 milioni gli italiani che si ammaleranno

Previsioni preoccupanti quelle del viceministro della Salute Ferruccio Fazio. A marzo del 2010 potranno essere tra i tre e i quattro milioni gli italiani che verranno contagiati dal virus dell'influenza A/H1N1.

Il viceministro, citando i dati relativi alle proiezioni messe a punto dall'ISS circa il possibile andamento dell'epidemia della nuova influenza, ha dichiarato: "In assenza di misure di contenimento come il ricorso a farmaci antivirali, a tutto marzo si potrebbero verificare circa 13 milioni di contagi e l'epidemia continuerebbe per l'anno in corso. Attraverso il contenimento con farmaci antivirali, invece si arriverebbe a 9 milioni di contagi".

Per fronteggiare l'arrivo dell'influenza A/H1N1 le autorità italiane hanno predisposto piani di vaccinazione così come raccomandato il 13 luglio scorso dal Sage dell'Oms. Secondo quanto assicurato da Fazio entro la fine dell'anno 8,6 milioni di italiani saranno vaccinati. I primi saranno i lavoratori dei servizi essenziali come il personale sanitario, i funzionari di polizia e i vigili del fuoco, poi le persone sotto i 65 anni con malattie croniche. A partire dal febbraio 2010, invece, saranno vaccinati i giovani dai 2 ai 20 anni e le donne incinte. Il piano vaccinazioni è necessario in quanto il vaccino non sarà subito disponibile per tutti.

Nel corso di una conferenza stampa con il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, il viceministro Fazio ha detto: "Stiamo pensando a strategie vaccinali da implementare entro la fine dell'anno. In assenza di queste strategie vaccinali si potrebbero ammalare, con le sole misure di contenimento della pandemia attualmente in vigore, nove milioni di persone. Se riusciremo, invece, a vaccinare i gruppi previsti contiamo di limitare il numero a meno di quattro milioni".

Sacconi ha poi aggiunto: "Il piano è frutto di una decisione collegiale che ha interessato anche il Sottosegretario Letta, il Ministro dell'Economia Tremonti e il premier Berlusconi. Ci muoviamo anche sulla base delle indicazioni dei centri di controllo delle malattie, i Cdc, di Atlanta e considerando i piani già adottati da Germania e Spagna. Ma siamo pronti a correzioni lungo la via nel caso, per esempio, ci trovassimo di fronte a una mutazione del virus".

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