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Ipocondria e ansia: come affrontare la "sindrome del malato immaginario"

L’ansia si manifesta in diverse forme e modalità. C’è chi si limita a vivere diverse situazioni, anche banali, in continuo allarme e chi convive con sintomi fisici derivati dagli stati ansiosi (dal formicolio ai capogiri passando per il mal di stomaco e i dolori al petto). In realtà, una comune forma di manifestazione d’ansia è l’ipocondria ovvero la paura di ammalarsi o di essere continuamente malati. Moliere ne aveva fatto un ritratto grottesco ne “Il malato immaginario” ma, a dirla tutta, le persone ipocondriache possono arrivare - nei casi più estremi - a soffrire anche di depressione o a manifestare le loro ansie in disturbi ossessivi compulsavi.

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I SINTOMI DELL’IPOCONDRIA

Praticamente tutti. Un ipocondriaco è in perenne allerta e ascolta continuamente il suo corpo in cerca di segnali che possano far scattare l’allarme. Gli atteggiamenti più diffusi sono il controllo frequente del battito cardiaco o di nei e macchie sulle pelle o il perenne indugiare su parti del corpo che, anche solo una volta – sporadicamente – hanno fatto male. Un ipocondriaco può dirsi tale se nonostante le rassicurazioni mediche e le capacità intellettive per distinguere un banale disturbo da una grave patologia continua a pensare a sé come un malato grave. L’ipocondriaco, il più delle volte, partorisce pensieri ossessivi su un sintomo del proprio corpo e trasforma questi in giganteschi problemi. L’ipocondriaco tende a pensare a sé come una persona debole e fragile. Una vulnerabilità che spesso si manifesta anche sul piano psicologico e nella gestione delle emozioni: è infatti frequente che un ipocondriaco provi emozioni esagerate da cui si sente sopraffatto o limiti il suo lato emotivo censurandolo o soffocandolo.

DA COSA E’ CAUSATA L’IPOCONDRIA?

Le scuole di pensiero in merito alle cause dell’ipocondria sono diverse e le cause scatenanti possono essere molteplici. Un ipocondriaco può avere un conflitto interiore irrisolto o un pensiero che rinnega e che poi si traduce in attenzione ossessiva verso il proprio corpo. A scatenare l’ipocondria, tra le varie cause, può essere anche la paura di non essere ascoltati, la voglia di restare al centro dell’attenzione, un trauma risalente a una paura reale per la propria salute avuto in passato o la presenza, durante l’infanzia, di una figura di riferimento ansiosa e iperprotettiva.

GUARIRE DALL’IPOCONDRIA

Un ipocondriaco è continuamente alla ricerca di rassicurazioni ma, il più delle volte, queste ultime non fanno altro che peggiorare la situazione. Una ricerca su internet, il parere dubbioso di un medico o un singolo valore alterato durante le continue visite dagli specialisti possono procurare maggiore ansia e inasprire ulteriormente la sensazione di sentirsi gravemente malati. Per alleviare gli stati d’ansia improvvisi che, in alcuni casi, possono sfociare in attacchi di panico si può ricorrere a rimedi naturali calmanti e rilassanti (camomilla, valeriana, biancospino, fiori di Bach) ma si tratta solo di palliativi. La questione va affrontata con l’ausilio di un terapeuta. L’aiuto psicologico infatti va subito cercato (un’ipocondria trascurata non può che peggiorare) e diviene fondamentale per individuare e lavorare sulle cause dell’ipocondria stessa che, il più delle volte, è solo la punta dell’iceberg. Alla base infatti c’è nella maggior parte dei casi qualcosa di più profondo e radicato da analizzare.

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