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Lavoro, una droga che riduce la produttività

Gli psicologi e i sociologi lanciano l'allarme: il lavoro fa male. Questo è quello che pensano tutti il lunedì mattina ma gli studiosi fanno riferimento al lavoro che si porta a casa, inteso come preoccupazioni o piccole faccende che si possono sbrigare anche davanti al pc personale.

Questa tendenza si chiama 'Workaholics' ed è una vera e propria malattia. Il lavoro come una droga, da cui non si riesce mai a staccare e che fa diminuire la produttività. Infatti, secondo alcune ricerche chi riesce a staccare dalle sue mansioni e riesce a differenziare la vita personale da quella lavorativa produce meglio, evita lo stress e raggiunge un equilibrismo psico-fisico utile all'azienda.

Chi invece porta a casa le ansie, le preoccupazioni e i compiti a casa si stanca molto di più e non riesce ad essere lucido nello svolgere le sue pratiche e ad essere produttivo, mettendo a rischio il suo benessere. Queste ricerche sono state pubblicate sul Journal of Applied Psychology, nella prima Charlotte Fritz del Department of Psychology della Portland State University e il suo staff, hanno affidato degli impiegati amministrativi, ai loro partner e ai loro colleghi, un questionario per capire se riuscivano a staccare dal lavoro quotidiano.

La ricercatrice ha affermato: 'Abbiamo trovato che esiste una relazione lineare tra la capacità di staccare dal lavoro e gli indicatori di benessere quali la spossatezza emotiva e la soddisfazione circa la propria vita. Abbiamo anche identificato l’esistenza di una relazione curvilinea tra la capacità di staccare dal lavoro e le performance professionali'. In poche parole: se emotivamente si è mediamente coinvolti allora si produce meglio, se il coinvolgimento è troppo alto o troppo basso le prestazioni peggiorano.

Nella seconda ricerca, realizzata da Sabine Sonnentag, psicologa dell’Università di Konstanz, in Germania, ha indagato sugli psicologici, assistenti sociali e amministrativi di alcune organizzazioni non profit tedesche, cioè lavoratori che hanno un forte contatto con il pubblico. Ne è emerso che chi pensa al lavoro anche dopo l'orario d'ufficio va incontro a sintomi psicosomatici e a una spossatezza emotiva che può provocare anche uno stress tale da interromper il lavoro.

Bisogna porre molta attenzione a questo fenomeno, perché il workaholism è un disturbo ossessivo-compulsivo e può essere dannoso per la propria salute mentale. È possibile effettuare un test per capire a che stadio della devozione a lavoro si è grazie al questionario online dell'associazione Workaholics anonimous.

Foto: Flickr

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