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Cause dei mal di testa improvvisi e brevi

Secondo la Società Italiana per lo studio delle cefalee sempre più persone soffrono di mal di testa improvvisi e brevi. Il malessere si presenta in maniera occasionale, in altri casi mostra tutti i connotati di una vera patologia. In genere si interviene sul dolore con la somministrazione di analgesici, ma il rimedio fai-da-te non sempre è la soluzione giusta. A seconda del disturbo c'è una cura appropriata. A volte basta curare il fattore scatenante per sentirsi meglio, perché dietro "un banale mal di testa", se trascurato può nascondersi una malattia anche seria.

Perché si soffre di mal di testa?

Sono molti i fattori che potrebbero scatenare mal di testa improvvisi e brevi, scopriamo insieme quelli più attendibili.

Se dopo aver bevuto qualche bicchiere di vino si comincia ad accusare il mal di testa, potrebbe essere colpa dei flavonoidi o dell’anidride solforosa. I responsabili sono gli enzimi, che in quantità ridotte non riescono a inattivare i principi tossici contenuti nelle bevande alcooliche. Nel vino bianco è l’anidride solforosa a scatenare il disturbo per effetto dell’azione vasodilatatrice. Nel vino rosso i responsabili sono i flavonoidi che favoriscono l’azione dei tannini responsabili del malessere.

Un eccesso di stress causato da forte affaticamento fisico e mentale, oppure le forti emozioni, le delusioni, il troppo studio, le preoccupazioni, sollecitano in maniera eccessiva il cervello a lavorare per produrre neuro mediatori e ormoni. Lo sbilanciamento di queste sostanze favoriscono la comparsa dell'emicrania e l’incapacità di controllarla. Il ciclo biologico dell’organismo può alterarsi anche per colpa delle ore di sonno gestite male. L’insonnia può provocare durante la giornata fastidiosi mal di testa.

Le donne sono più soggette ai mal di testa improvvisi e brevi perché a volte la causa può dipendere da uno squilibrio ormonale. L’assunzione della pillola contraccettiva può essere alla base di emicranie, perché il medicinale altera l’equilibrio ormonale, così come il ciclo mestruale e la menopausa dove occorre intervenire con la terapia ormonale sostitutiva per evitare il brusco calo del livello di estrogeni. Se durante le cure farmacologiche i disturbi dovessero presentarsi spesso, è il caso di sentire il parere medico.

Anche chi lavora per molte ore in ambienti chiusi può avvertire mal di testa improvvisi e brevi. Il malessere si manifesta quando il ricambio d’aria non è sufficiente. Un locale è ben areato quando ogni ora, per cinque minuti si tengono le finestre aperte. Soprattutto negli uffici c’è un maggiore accumulo di anidride carbonica diffusa dai computer, dalle luci al neon, dalle stampanti, dall’aria condizionata che libera ioni negativi.

Un’altra causa dei mal di testa può essere la luce intensa e l’esposizione al sole. Nelle persone predisposte il sole provoca vasodilatazione e anomalie bioelettriche in alcune zone del cervello, mentre a volte complice del disturbo può essere la luce del sole che si riflette sulla neve. Si consiglia di non esporsi per troppo tempo ai raggi del sole, e coprire la testa con un cappello.

Cibi che danno alla testa

Ci sono cibi che in caso di mal di testa dovrebbero essere eliminati dalla dieta per non peggiorare la situazione e sono: i salumi, il cioccolato ,il caffè, i formaggi, il pomodoro, il gelato, la birra, la carne e il pesce in scatola, la cucina cinese, i dadi da cucina, la frutta secca. Alcune sostanze chimiche contenute in questi cibi come la tiramina presente nel vino rosso, formaggi stagionati e cioccolato causano la dilatazione dei vasi sanguigni cerebrali scatenando l’insorgere di emicranie. Via libera al consumo di carne bianca, latte, verdure fresche, pane, yogurt, pesce azzurro, cereali integrali.

Il fai da te non sempre funziona

L’ibuprofene contenuto nei farmaci inibitori, come la maggior parte dei medicinali può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Se si viene colpiti da mal di testa improvvisi e brevi, si può anche ricorrere al farmaco che è custodito nella cassetta del "pronto soccorso", l'importante è che venga assunto a stomaco pieno e non più di tre giorni consecutivi. Se il disturbo però si presenta ripetutamente o se si notano un qualsiasi cambiamento recente delle sue caratteristiche, bisogna consultare il medico.

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