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Obesità infantile: un fenomeno in crescita

L'obesità infantile è un serio problema legato a disordini nutrizionali, ed è un fenomeno in costante crescita specie nei Paesi sviluppati. Essa comporta un importante eccesso di tessuto adiposo, che può facilmente tradursi in complicanze cardiovascolari, oppure ipertensione, diabete e ipercolesterolomia. I fattori che portano all'obesità in età pediatrica possono essere: psicologici, organici, ambientali.

Le cifre

Il resoconto di uno studio del Ministero della Salute è molto chiaro. È stato preso in esame -su tutto il territorio italiano- un campione di bambini di 9 anni, ed è risultato che il 13,6% è obeso. Il problema riguarda maggiormente i bambini del Sud. Il rischio di essere obesi anche in età adulta, aumenta poi drasticamente a seconda della fascia d'età. In età prescolare, un bambino obeso ha circa il 30% di possibilità di esserlo da grande; in età scolare il rischio sale al 69%; per un adolescente si arriva all'82%.

Le cause

Solo in un ristretto numero di casi l'obesità infantile è da far risalire a malattie endocrine (obesità secondaria). Dobbiamo invece parlare di obesità essenziale nella stragrande maggioranza dei casi, ovvero quelli riconducibili al contesto psicologico, metabolico e socio-ambientale.

Tra le ragioni psicologiche si riscontra una forte -ma spesso invisibile- carenza affettiva. In particolare il bambino tenta di compensare il mancante o poco efficace ruolo materno con l'assunzione smodata di cibo. Di frequente, questa malsana iperalimentazione è supportata proprio dalla madre. Altre concause che derivano o si associano al contesto psicologico, vertono su traumi emozionali e disadattamento.

Dal punto di vista delle ragioni metaboliche e organiche, si è riscontrato un nesso di ereditarietà. Soprattutto tra madre e figli. Si parla anche di una minore termogenesi in seguito all'assunzione del cibo. Un minore "dispendio" energetico per digestione, assorbimento e metablismo, faciliterebbe l'accumulo di tessuto adiposo.

Tra le cause socio-ambientali abbiamo in primis una forte incidenza di abitudini alimentari errate (bibite gassate, patatine fritte, snack, junk food, ecc) Specie se correlate a disagio psichico ed ereditarietà, sono un fattore di rischio importante. Vi è poi l'influenza di un basso livello economico e sociale, fascia in cui si riscontra un maggior carico calorico e "cibo spazzatura". A completare il quadro c'è la spiccata sedentarietà (3/4 ore al gg. di TV e computer).

Alcuni consigli

Nell'obesità infantile deve essere determinante il ruolo della famiglia. La consapevolezza dell'alimentazione deve essere trasmessa al bambino, in modo che non sviluppi via via una dipendenza dal cibo. Si devono ridurre l'apporto e la densità calorica, limitare l'uso di grassi animali, aumentare dosi di fibre e verdure, gli zuccheri semplici devono stare al di sotto del 10% del bilancio caloroco complessivo. Si cerchino di favorire le attività all'aria aperta e uno sport.

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