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Olio di palma: perché fa male?

Perché fa male l’olio di palma? La domanda è molto frequente, perché si tratta di un prodotto molto usato specie per gli alimenti preparati dalla grande industria alimentare. Tuttavia è opportuno compiere alcune distinzioni per inquadrare con maggiore precisione l’argomento, che altrimenti rischia di finire in un dibattito ideologico, che talvolta non contempla alcuni aspetti scientifici e di composizione dei cibi.
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Conoscere i diversi tipi di olio di palma

Prima di tutto occorre distinguere i tre tipi di olio di palma: c’è quello grezzo, che è l’estratto del frutto, dal colore rosso, di composizione solida (a temperatura ambiente) in quanto ricco di grassi saturi; c’è l’olio di palmisto derivante dai semi delle palme da olio e si presenta anch’esso solido e dal colore bianco; infine c’è il raffinato, che è il prodotto comunemente conosciuto sottoposto a un trattamento industrialeche modifica la sostanza e la composizione, facendolo colorare di giallo. Siccome in molti degli alimenti che consumiamo è presento quest’ultima tipologia, ossia quello l’olio di palma raffinato, possiamo comprendere perché faccia male: durante la lavorazione vengono perse le qualità antiossidanti contenute sia nella versione grezza che nell’olio di palmisto. Ma il problema non è l’olio in sé, bensì il processo a cui è sottoposto per esigenze produttive!

Allora fa male l'olio di palma?

Ma vediamo nel dettaglio perché "fa male" l’olio di palma raffinato. In 100 grammi sono presenti oltre 800 kcal con il 100% di grassi di cui quasi la metà, esattamente il 47% saturi (quelli che creano maggiori problemi cardiovascolari provocando l’aumento deo colesterolo Ldl, comunemente definito colesterolo cattivo). Il resto, il 53%, è formato da grassi monoinsaturi e polinsaturi, che invece non fanno male.
L’olio di palma raffinato viene preferito per due ragioni principali: la capacità di conservazione (l’olio di oliva può deperirsi più velocemente se messo in alimenti) con il conseguente prolungamento della data di scadenza; e ovviamente il basso costo, che è fondamentale per prodotti come merendine, biscotti e creme perché vengono percepiti dal consumatore come beni low cost. E' evidente che, come tutti gli alimenti, va consumato con molta moderazione.

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