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Protesi al seno Pip: gel difettoso, rischio rottura

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Si allarga lo scandalo che riguarda le protesi al seno Pip, la società francese è finita nella bufera da quando è stato accertato che le protesi al silicone non erano a norma.

Jean-Claude Mas e Claude Couty, rispettivamente fondatore e direttore della società, sono stati arrestati e rischiano duri provvedimenti penali. Ciò che però interessa di più in questa fase è capire i rischi a cui sono soggette le donne che fanno uso di protesi al silicone Pip.

Secondo alcune stime sono almeno 400.000 le donne con le protesi Pip non conformi alle norme della Comunità Europea. Il rischio medico è quello di reazioni infiammatorie ai linfonodi ascellari.

Venti donne francesi con quelle protesi hanno poi avuto un cancro al seno, ma bisogna sottolineare che non c'è nessun nesso di casualità tra i due fatti e che al momento non sono stati certificati, né sono ipotizzabili allo stato dei fatti, casi di tumori direttamente collegati all'utilizzo di tali protesi.

Jean-Claude Mas, il capo della Poly Implant Prothèse, aveva dovuto ammettere: "Le protesi al seno erano realizzate con un gel in silicone non conforme alla certificazione, sapevo che questo gel non è stato certificato, ma non sapevo quali danni potesse comportare: era semplicemente un gel più economico".

Il ministero della salute francese ha invitato le donne a espiantare la protesi al silicone Pip in quanto possono rischiare di rompersi. Più cautela negli altri paesi: in Italia il ministero sta seguendo la vicenda, che coinvolge circa quattromila donne italiane. L'indicazione data alle strutture ospedaliere è quella di contattare singolarmente tutte le persone con la protesi Pip ed analizzare caso per caso la soluzione migliore.

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