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Ragazzi Down, giostre vietate

Dieci ragazzi di Padova decisi a trascorrere una serena giornata di divertimento a Gardaland e costretti a fare marcia indietro. Per loro a disposizione ci sono solo le giostre per i bambini perché affetti da sindrome di Down.

"Abbiamo protestato, non potevamo crederci - denuncia Patrizia Tolot, presidente veneta dell'associazione Dadi (Down, autismo e disabilità intellettiva) - perché le persone down non sono malati psichici. Loro si sono sentiti umiliati e delusi. I ragazzi hanno cercato di far valere le proprie ragioni, hanno raccontato alle signorine che si occupano dell'accoglienza dei disabili cosa fanno, dove studiano, dove lavorano. Ma sono state irremovibili. "Le regole sono regole" ci hanno detto. Eppure tutti quanti sono sportivi, atleti dell'Aspea, tra loro ci sono anche campioni di nuoto e sci".

"Ci sono regole sulla sicurezza ben precise" ha detto Danilo Santo, direttore del parco "e io ne sono il diretto responsabile. Noi compriamo le giostre, e i costruttori ci forniscono le prescrizioni. Poi, con il buon senso, mettiamo alcune restrizioni. Tre anni fa è stato deciso con la collaborazione di esperti che lavorano con i disabili di preparare una guida ad hoc in cui abbiamo specificato le attrazioni che si possono fare a seconda delle varie disabilità. E i down rientrano tra i disabili mentali/ psichici. Noi vogliamo solo tutelarli ed evitare che capitino incidenti. Dobbiamo mettere in discussione la classificazione? Noi cerchiamo di migliorarci e la guida è già stata aggiornata in passato".

"La verità è che certe valutazioni vanno riviste" spiega Franca Bruzzo Torti, coordinatrice delle 70 associazioni di Down "Le persone down non soffrono di una disabilità psichica, ma intellettiva. Ci sono ragazzi down che fanno rafting, possibile che non siano in grado di andare sulle canoe di Gardaland?"

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