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Rapporto Censis:“La società italiana? Poltiglia”

“Poltiglia”. E’ questo il termine usato dal 41esimo rapporto Censis per descrivere la società italiana. Un paese dallo sviluppo economico per pochi e che si perde tra “degenerazione antropologica” e una “disarmante esperienza del peggio”. Le osservazioni che Giuseppe De Rita, presidente del Censis, ha consegnato a “il Sole 24 ore” non lasciano scampo. La società italiana è “una poltiglia di massa impastata di pulsioni, emozioni, esperienze; quindi ripiegata su se stessa; e che inclina verso una progressiva esperienza del peggio”.

“Nessun settore” continua De Rita “sembra salvarsi dalla critica spietata: nella politica come nella violenza intrafamiliare, nella microcriminalità urbana come in quella organizzata, nella dipendenza da droga e alcol come nella debole integrazione degli immigrati, nella disfunzione delle burocrazie come nello smaltimento dei rifiuti, nella ronda dei veti che bloccano lo sviluppo infrastrutturale come nella bassa qualità dei programmi televisivi”.

Secondo il Censis, Il 22% della popolazione italiana, ossia circa 13 milioni di persone, vive in zone in cui è presente la criminalità organizzata. Si tratta di cittadini del sud, pari al 77,2% della popolazione di quattro regioni (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia). Il 31% dei pensionati se potessero tornare indietro ritarderebbero l'uscita dal lavoro. Dopo l' indulto i detenuti sono diventati 43.957. Nei penitenziari oltre un terzo è straniero, per lo più clandestini.

Aumentano gli studenti universitari fuori sede, 350 mila ragazzi che preferiscono atenei lontani dalla propria città (spesa media mensile per le loro famiglie ammonta a 1.100 euro) così come i fruitori della rete ha raggiunto il 45,3% della popolazione, più 10% degli utenti abituali. Il 68,3% è costituito da giovani tra i 14 e 29 anni.

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