Excite

Rosanna Banfi ad Excite: il cancro al seno, il film Annie Parker e le risate che scacciano la morte

  • Excite Italia

di Simone Rausi

Nel mese della prevenzione al tumore al seno arriva nelle sale “Annie Parker”, intensa storia familiare con Helen Hunt e Aaron Paul di Breaking Bad. Parte degli incassi andranno all’associazione Komen che da anni si occupa di sostenere le donne e favorire la prevenzione. Abbiamo incontrato Rosanna Banfi, testimonial della Susan G.Komen. Ci ha parlato del film, della malattia, e del giusto modo per affrontarla e combatterla

Ottobre è il mese della prevenzione. Come mai, nonostante l’attenzione dei media (spesso morbosa) verso le malattie e le storie drammatiche in cui il cancro è protagonista, c’è una fetta di popolazione poco incline ad osservare il proprio corpo o a recarsi dal medico?
In questi anni ho conosciuto migliaia di donne e mi sono resa conto che, spesso, non è la disinformazione a fare da ostacolo ma la paura che venga comunicata una brutta risposta. In realtà, senza quella visita dal medico, senza la diagnosi precoce, la brutta risposta potrebbe arrivare davvero. Conosco donne, della mia età, che non fanno visite mediche specialistiche anche da dieci anni. Questo è inconcepibile! La prevenzione va fatta sempre e continuamente, non solo ad Ottobre. È un po’come la donna che non va festeggiata solo l’8 Marzo…

Le donne sono abituate a sentire ghiandoline, palline e infiammazioni. Spesso le sottovalutano…
Esattamente come successe a me. Io notai una pallina dura al seno nel 2009, sotto Natale. Pensai che non era nulla ma in fondo sapevo che poteva essere qualcos’altro. C’erano i regali, l’albero e decisi di rimandare tutto (ecco, noi donne psicologicamente siamo così). Fortunatamente spostai l’ecografia solo di un mese. La diagnosi precoce mi salvò la vita. Oggi una percentuale altissima di tumori al seno, quasi il 90%, guarisce totalmente con la diagnosi precoce. Bisogna organizzarsi però…

Come si fa a fare prevenzione “organizzata”?
Qualche giorno fa ero al Gemelli per i soliti controlli annuali. Ho sentito una ragazza giovane parlare al telefono, diceva all’amica di aver fatto il controllo e di averlo prenotato anche per l’anno prossimo. Ecco, questo è fare prevenzione in modo organizzato. Ci si prenota anno dopo anno e si va dal medico anche se non si sta male. Così un eventuale male non può crescere.

Tu hai vissuto in prima persona il dramma del cancro al seno. Rispetto a 5 anni fa quali sono stati i passi avanti che ha fatto la medicina e la ricerca?
La ricerca fa continui passi avanti. Solo di recente si è potuto dare un nome al gene BRCA1 e scoprire quanto per certi tipi di cancro conti l’ereditarietà. Angelina Jolie è stata definita esagerata quando ha deciso per l’asportazione del seno ma in realtà è stata solo più informata di molta gente. Quella è prevenzione. Certo, ci sono diversi fattori da considerare. Quel tipo di genoma ereditario è anche al centro del film Annie Parker.

Hai visto il film in anteprima. Come lo definiresti? È una storia al femminile adatta anche agli uomini?
Non è un film per donne e neanche uno di quei film drammatici che strappano il cuore e che pensi ti facciano piangere dall’inizio alla fine. È un film che fa riflettere ma ha anche una dose di ironia che poi è quella che usa la protagonista. Una bella produzione con bravissimi attori da Helen Hunt a Arron Paul di Breaking Bad, è coinvolgente. E poi parte degli incassi vanno alla Susan G. Komen Italia.

Scopri di più sul film Annie Parker

A cosa serviranno questi soldi?
La Susan G. Komen non si limita solo a sostenere la ricerca ma aiuta le donne in tutti i sensi: le sostiene psicologicamente, finanzia borse di studio, permette di fare la mammografia anche alle donne che non possono permetterselo e poi aiuta a sentirsi meno soli. Io ho scoperto un mondo. Quando ho partecipato alla prima corsa “Race for the cure” l’ho fatto timidamente. Ero ancora in chemioterapia e decisi di andare senza parrucca e con un cappellino, avevo un po’ paura. Poi arrivai e vidi migliaia di donne come me che ridevano, facevano casino. C’era una signora anziana che aveva cinque fiocchetti nel cappello, mi disse: “L’ho avuto cinque volte e sono ancora qua!”. Trovare altre persone come te, non sentirsi soli, aiuta a combattere la malattia.

Che consiglio daresti alle donne che si trovano ad affrontare un cancro al seno? Spesso si chiede a chi sta male di affrontare la malattia in modo positivo. Ma come si fa?
Si fa. Bisogna mettere lo spettro della morte da parte. Bisogna essere forti perché solo così si combatte il nemico. Dal tumore al seno si può guarire grazie anche alla diagnosi precoce. Io alla fine, ci ironizzavo pure con mio marito. Conosco molte donne che l’hanno affrontato allo stesso modo. È un nemico da prendere per il collo, questo è uno dei modi per riuscirci.

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017