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Ru486, intervistata la prima donna che ha scelto l'aborto farmaceutico

Il quotidiano La Repubblica ha intervistato Sara, una donna sposata, già mamma, cattolica, che ha deciso di affidarsi alla tanto discussa pillola abortiva Ru486 entrata in commercio in Italia dal primo aprile.

Sara ha condiviso con il marito la difficile decisione alla quale è giunta perché senza alternative. Al quotidiano la donna ha detto: 'Non posso portare a termine la gravidanza, poco fa ho subito un intervento all'utero e già una volta ho perso un figlio al quinto mese per un aborto spontaneo. So cosa vuol dire, non è facile rinunciare alla maternità'.

Se avesse potuto l'avrebbe tenuto quel bambino, perché 'avere un figlio è comunque una esperienza bellissima che auguro a tutte le donne. Abortire, a prescindere dalle motivazione, è la cosa più difficile che abbia mai fatto'. Quella di Sara non è stata una scelta dettata dalla superficialità, ma una scelta obbligata e poter affrontare il tutto grazie a una pillola e non a un intervento chirurgico l'ha impaurita un po' meno.

Sara ha detto di aver cominciato ad informarsi di più sulla Ru486 quando si è trovata davanti alla difficile scelta dell'aborto e così è venuta a sapere della clinica del dottor Nicola Blasi che si trova a Bari. La donna ha affermato: 'Sarei stata disposta ad andare ovunque, con mio marito saremmo arrivati in Francia pur di non tornare in sala operatoria. Non volevo i ferri, non volevo l'anestesia'.

A proposito delle innumerevoli polemiche che hanno preceduto la commercializzazione del farmaco nel nostro Paese, Sara ha detto: 'Ogni donna deve decidere per la sua vita, poi ognuno è libero di avere opinioni differenti. La chiesa e la politica dovrebbero tacere, soprattutto gli uomini. Vorrei che una gravidanza potesse capitare a loro, così ci penserebbero meglio prima di parlare'.

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