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Ruini: nuovo attacco alla legge 194

E' di poche ore fa la notizia che il Cardinal Ruini, durante un intervento presso la "Summer School" organizzata dalla fondazione MagnaCarta, ha sottolineato la necessità di "una interpretazione che aggiorni e migliori la legge 194 ai progressi medico scientifici". L'interpretazione dell'apparentemente neutra dichiarazione di Ruini non è difficile: gli attacchi che la Chiesa ha portato alla legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza ormai non si contano più ed a partire dal referendum sulla fecondazione assistita del giugno 2005, fallito per mancanza di quorum ma in pratica vinto dallo schieramento cattolico, si sono via via intensificati.

L'argomento di Ruini muove dal fatto che la legge, risalendo a 30 anni fa, è ormai datata e trarrebbe solo benefici da una revisione che tenga conto "delle grandi trasformazioni del processo medico scientifico. Un'interpretazione che l'aggiorni a questi progressi, che la migliori e non la peggiori è non solo lecita, ma anche doverosa". Il ministro Turco non fa attendere la sua replica, tenendo ferma la sua posizione più volte ribadita in base alla quale "la legge 194 non si tocca perchè è ancora attuale e ha ridotto gli aborti. E' una legge che non si dimostra vecchia ma lungimirante, perchè fa leva su due principi etici fondamentali, la responsabilità della donna e la responsabilità del medico. Ma è importante che venga applicata in tutte le sue parti"

In questo senso una revisione della legge è già allo studio tramite la definizione di nuove linee guida tecnico-scientifiche, che lungi dal modificare gli articoli dovranno costituire un riferimento per l'applicazione quotidiana della legge all'interno degli ospedali. Uno degli obiettivi delle nuove linee guida sarà migliorare e potenziare il ruolo svolto dai consultori, attualmente scarsi e privi di mezzi. Va comunque sottolineato che in base alla legge 194 l'interruzione volontaria di gravidanza, in assenza di gravi motivi che possano pregiudicare la salute della madre o di severe malformazioni del feto, non è più possibile a partire dalla 12 settimana di gestazione.

Ma il nucleo della questione in realtà non è riconducibile a mere questioni medico-scientifiche, dato che ciò che si contrappone sono due visioni del mondo completamente diverse: da una parte la difesa della vita di per se stessa (la vita inizia a partire dal concepimento ed è un valore in sè, a prescindere dalla sua qualità) dall'altra una posizione più sfumata, di difesa della vita ma non a qualsiasi condizione (fa testo il recente caso di Piergiorgio Welby, che di nuovo ha diviso i due schieramenti). Per questo le due posizioni sono in realtà irriducibili e la polemica sui temi da esse derivanti non sarà mai sopita.


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