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Salute, Horne: "Nessuna regola, ad ognuno le proprie ore di sonno"

Mentre crescono sempre di più le persone che si dicono affette da insonnia, secondo il professor Jim Horne, direttore del Centro Ricerche sul Sonno della Loughborough University, il problema è che dormiano troppo e non troppo poco. Sembra non valere, quindi, la regola delle "otto ore". "Dipende dalla abitudini personali di ogni singola persona - ha affermato l'esperto - e soprattutto dalla qualità della vita che il riposo ci consente di avere: se dormiamo otto ore e il giorno dopo in ufficio siamo stanchi e spossati, probabilmente il nostro fisico ci richiede più sonno. Mentre se la sera successiva abbiamo difficoltà ad addormentarci, significa che potrebbero bastarcene di meno".

Negli ultimi 40 anni sono stati svolti diversi studi sulla quantità di sonno necessaria a una persona e secondo i risultati ottenuti un individuo dovrebbe dormire sette, sette ore e mezza a notte. Ma a quanto pare agli adulti sono sufficienti anche appena cinque ore. Secondo il professor Horne, infatti, non esistono regole che possano stabilire la giusta quantità di sonno necessaria ad un individuo. In molti casi siamo noi stessi a convicerci di aver bisogno di dormire molto più di quanto facciamo.

La paura di soffrire di insonnia spinge molti ad assumere farmaci che però, secondo l'esperto, non rappresentano un rimedio perché l'insonnia non è un problem fisiologico, ma psicologico causato dallo stress. Nel nostro corpo la parte più importante che ha bisogno di riposo è il cervello. Sebbene, infatti, occupi solo il 2 per cento del peso corporeo totale, il cervello utilizza ben il 20 per cento dell'energia consumata dal corpo e, a differenza dei muscoli e degli altri organi, ha bisogno del sonno.

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