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Sanità, costi record: 500 euro all'anno pro capite, il 41% rinuncia alle cure per liste d'attesa infinite

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C’era una volta il vecchio amato "stato sociale", lontano ricordo di generazioni abituate a fidarsi pienamente della familiare figura professionale del medico e del sistema ospedaliero pubblico, universale e gratuito.

Linea dura del governo sugli esami "inutili", sanzioni ai medici che non si adeguano

Nell’epoca della globalizzazione, anzi già da qualche anno prima, lo stesso avvento del termine anglofono welfare ha cominciato a suonare come una sorta di avviso di sfratto per un modello di “tutela” della salute dei cittadini, segnale anticipatore dell’ormai ben avviata privatizzazione della sanità.

Paradosso, non l’unico, della crisi di un settore non più al riparo dagli appetiti di investitori interessati più al profitto che ai diritti dell’utenza, la crescita continua della spesa sanitaria negli ultimi due decenni a fronte di un progressivo e inarrestabile taglio dei servizi alla cittadinanza con parallelo aumento dei ticket e del costo di qualsiasi prestazione, a partire da quelle specialistiche.

(Tagli alla spesa e multe ai medici, settore sanità in rivolta per la Finanziaria 2016)

A certificare in maniera nitida un quadro a dir poco preoccupante per l’intera collettività, i dati statistici raccolti dal Censis col recente “Bilancio di sostenibilità del Welfare” in occasione delle ricerche condotte per il forum Ania-Consumatori nel corso del 2015, ma anche il rapporto annuale dell’Istat sui “consumi” in campo di salute delle famiglie.

Quasi un italiano su due (il 41,7%), secondo quanto emerge da queste analisi su campioni rappresentativi della popolazione nazionale, rinuncia alle cure arrendendosi di fronte al combinato disposto delle lunghe liste d’attesa e dell’insostenibile costo degli esami richiesti dal medico curante.

Il fenomeno del pagamento in nero, dietro assicurazione di riduzione del prezzo da parte del libero professionista interessato, aumenta la sensazione della beffa ai danni di milioni di pazienti, costretti nel 21% dei casi (percentuale che sale di dieci punti negli ultimi 12 mesi) a sborsare cifre esose senza poter ottenere regolare ricevuta o fattura delle prestazioni eseguite in cliniche o studi privati.

Impressionanti gli altri numeri prodotti da Censis e Istat, con una spesa pro capite di 500 euro all’anno per gli italiani ed un monte totale di 10 miliardi nel settore salute, autentica “gallina dalle uova d’oro” per i privati.

Tutto ciò, portato alle estreme conseguenze, provoca la rinuncia alle cure di migliaia di persone in difficoltà economiche, con una media per adesso calcolata nel 9% ma destinata purtroppo ad alzarsi inesorabilmente, complice l’ennesima manovra all’insegna dei tagli o meglio della spending review sulla sanità pubblica.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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