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Seychelles, il dramma di Federico

Da quasi un anno si consuma il dramma di Federico Boux, 32enne torinese, dall’agosto 2007 rinchiuso nel carcere di Montagne Posee, sull’isola di Mahe, arcipelago delle Seychelles, con l’accusa di possesso di 6 grammi di eroina tagliata. Tutto però appare troppo strano. Talmente strano che la vicenda sembra prendere i contorni di una truffa che vede vittima Federico e la sua famiglia.

La storia, raccontata dal “Corriere della Sera”, inizia nell’ottobre del 2004, quando la famiglia Boux, il padre, Ezio, commercialista appena andato in pensione, la madre, Oriella, e il figlio Federico, lasciano Torino per una nuova vita alle Seychelles, su proposta di Salvatore Procopio.

Procopio offre al commercialista l’opportunità di entrare in società con lui che già possiede un ristorante. Ezio Boux accetta, anche perché si tratta di una buona possibilità per trovare il lavoro al figlio, cuoco diplomato. La famiglia Boux accetta, da lì inizierà l’inferno. Proprio nel paradiso turistico per eccellenza

Procopio e la moglie risultano intestatari di tutto: anche delle due auto importate dall’Italia” racconta Ezio Boux al Corriere “Temendo di restare raggirato protesto e, all’inizio del 2006, chiedo conto di tutti i soldi che ho versato e dei quali mi restano solo le ricevute e nient’altro. Non ottengo nulla. Lui minaccia inoltre di farmi espellere dal paese vantando amicizie altolocate addirittura a livello presidenziale. Ho paura di perdere tutto ciò che ho investito e tutti i beni. Minaccia me e mio figlio anche fisicamente. E quando protesto controbatte che ora è cittadino seychellese e come tale ormai intoccabile”.

Un anno più tardi la casa dei Boux viene presa di mira da una gang di rapinatori. L’inizio della fine. Ornella viene picchiata dai ladri e riporta una ferita ricomposta con 14 punti di sutura. Ezio decide di avvalersi di una società di sicurezza. A questo punto entra in scena Yussuf Joel Ester, “che si presenta come amico di Procopio” racconta il pensionato “Per un po' la casa viene protetta poi Yussuf comincia a ricattare e a chiedere sempre più soldi. Che noi non gli diamo. È a questo punto che preparano la trappola. Yussuf e due amici arrivano a casa nostra, mentre noi non ci siamo, strapazzano Federico e gli mettono in mano un sacchetto di plastica; gli intimano di consegnarlo a un loro amico in centro. Mio figlio con il pacchetto in auto esce da casa per venire a chiamarci. Pochi metri più avanti lo aspetta la polizia avvisata da una soffiata. Dentro quel cartoccio ci sono 6 grammi di eroina e dodici siringhe".

Da qui il dramma. Il carcere. “Lo picchiavano”, racconta Mamma Ornella a La Stampa in un’intervista del novembre scorso “al punto che persino i giudici si sono stupiti di vederlo in quello stato Lui ha spiegato che era stata la polizia penitenziaria a ridurlo così e i giudici hanno perciò deciso il trasferimento in una caserma. Ma là, era anche peggio. Tanto che Federico ha chiesto di ritornare in carcere” Dove “dobbiamo pagare i poliziotti per evitare che lo picchino”, aggiunge Ezio.

Ora le speranze della famiglia Boux sono riposte nella prossima udienza del processo. “Vediamo se il giudice darà a Federico almeno la libertà su cauzione” commenta Ezio, che ora ha perso anche la casa “è intestata a Procopio e lui ha messo i lucchetti. Non possiamo neanche entrare a prendere le nostre cose”.

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