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Sos Cancro, crescono i malati in Italia

Tra il 15 e il 20 per cento in più i casi di linfomi e leucemie; i mesoteliomi che esplodono (più 37 per cento nelle donne e più 10 negli uomini); poi la mammella (più 27), il cervello (tra l'8 e il 10), il fegato (tra il 14 e il 20). La crescita dei casi di tumore in Italia, negli ultimi venti anni, è decisamente preoccupante. I dati raccolti da "L'Espresso" diventano addirittura agghiaccianti quando si parla di cancro infantile: Usando come campione il Piemonte si nota un'impennata del 72 per cento del neuroblastoma, del 49 per cento nei tumori del sistema nervoso centrale, del 23 per cento per le leucemie.

"Dove aumentano i casi di cancro?" si chiede il settimanale, che disegna un'inquietante mappa in cui si evince il doloroso aumento dei malati di tumore "In tutta Italia, con una concentrazione micidiale in 54 aree che comprendono 311 comuni". Zone di crisi che corrono da Pieve Vergonte, un paese all'ombra della fabbrica Enichem nel profondo Nord della provincia di Verbania, alla punta inferiore della Sicilia, con Gela e il suo petrolchimico voluto da Enrico Mattei per regalare un futuro industriale all'isola. "L'Espresso" parla di "Una Via Crucis che segna sempre nuove tappe" a causa di "Traffico automobilistico, impianti di riscaldamento, nuovi strumenti tecnologici con l'uso intensivo dei telefonini, la devastazione dei suoli provocata da discariche clandestine."

I dati provenienti dal Ministero dell'Ambiente non incoraggiano indicando "9 mila piccole Seveso, intorno alle quali rischiano la contaminazione dai sei agli otto milioni di abitanti": siti bomba, come le discariche della Campania ad esempio, sono vere e propri laboratori di tossicologia. Ma non solo. Sotto accusa anche diete a base di carni rosse e grassi saturi, alla base dei tumori del colon. Prevenire è possibile? Le ricerche hanno mostrato il fattore protettivo di frutta e verdura, ma certo non basta cambiare dieta per azzerare il rischio cancro, che è una malattia multifattoriale. Sigarette e diete eccessivamente carnivore, infatti, non bastano a spiegare l'epidemia."I nuovi casi aumentano costantemente da cinquant'anni" Dice Renzo Tomatis, che ha diretto l'Agenzia del cancro di Lione (Iarc) dal 1982 al 1993, scoprendo il collegamento tra pesticidi, che entrano nella catena alimentare di tutti, e tumori della mammella, del sistema nervoso centrale, del pancreas, di linfomi, sarcomi e leucemie. "Quattrocento sostanze note sono un'inezia, se pensiamo che le sostanze chimiche oggi in circolazione sono circa 60-70 mila, di cui sappiamo ben poco".

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