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Togliere i nei con il laser: una scelta non sempre consigliata

La rimozione di un neo può avvenire per volontà del paziente che non sopporta l'inestetismo magari perchè localizzato in una parte del corpo particolarmente esposta oppure per necessità se il dermatologo lo ritiene necessario. Tecnicamente la rimozione di un neo avviene chirurgicamente tramite l'utilizzo di un bisturi ma da qualche anno è sempre più frequente il ricorso alla chirurgia laser. Si tratta di una tecnica assai più rapida e "comoda" ma non sempre consigliabile. Vediamo in dettaglio...
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Laser si o no?

La bruciatura di un neo con il laser richiede pochi minuti e ha un iter di recupero decisamento molto veloce e agevole, specie se paragonato a quello in seguito alla rimozione con bisturi. In realtà però molti medici sconsigliano questo approccio, soprattutto se l'eliminazione del neo è dettata da esigenze mediche. La rimozione di un neo tramite bisturi permette di poter effettuare l'esame istologico e definire quindi se quello asportato può rappresentare qualcosa di "maligno", un campanello d'allarme che potrebbe anticipare un melanoma. La rimozione tramite laser brucia invece l'intero neo che quindi non è più controllabile. Inoltre, l'utilizzo del laser sembrerebbe facilitare l'evoluzione maligna del neo in questione. La rimozione dei nei con il laser sarebbe quindi indicata, al massimo, per dei nei che non rappresentano in modo più assoluto un pericolo. Il laser invece si rivela molto efficace nell'eliminazione di altri inestetismi come angiomi. In ogni caso, i pazienti che decideranno di rivolgersi a un chirurgo plastico, dovrebbero prima sentire il parere di uno specialista, il dermatologo è la persona più qualificata.

Il bisturi e lo shaving

La "classica" rimozione tramite bisturi avviene in anestesia locale. Il chirurgo mette qualche punto di sutura profondo con fili riassorbibili e qualche altro superficiale da rimuovere alcuni giorni dopo. La cicatrice è poco più lunga del diametro del neo e solitamente diventa molto meno visibile nell'arco di pochi anni. Lo shaving è invece la cosiddetta raschiatura. Il neo viene eliminato con il bisturi ma solo superficialmente e, in questo caso, è alto e concreto il rischio che il neo si riformi.

Quando togliere un neo?

Se si tratta di un disturbo estetico sarà lo stesso paziente a esporre la sua richiesta al dermatologo che valuterà insieme alla persona coinvolta, l'efficacia dell'intervento e l'entità della cicatrice. Bisogna insomma comprendere se il gioco vale la candela. Altro discorso invece quello dell'esigenze medica. I nei da tenere sotto controllo sono quelli molto scuri o i bicolore. Quelli che hanno una forma irregolare o tendono ad ingrandirsi nel tempo. Le parti più soggette a nei pericolosi sono mani e piedi mentre le persone che tendenzialmente hanno una maggiore insorgenza di nei sono quelle con la carnagione chiara o i capelli rossi. In ogni caso è consigliabile una visita dermatologica per la mappatura dei nei almeno una volta all'anno.

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